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La Lofi Girl aprirà il suo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale YouTube, diventato famosissimo durante la quarantena e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
Il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.

Nell’editoria americana ci sono grossi cambiamenti in vista

17 Luglio 2020

Cosa sta succedendo nell’editoria americana tanto da farla cambiare in modo così radicale? Tra «morti, pensionamenti e un rimpasto esecutivo», scrive il New York Times, nuovi “capi”, molto diversi dai loro predecessori, stanno modificando l’industria dei libri. L’ultimo passo in questa direzione, per ora, è stato compiuto mercoledì 15 luglio, quando Pantheon ha annunciato di aver assunto Lisa Lucas, direttrice esecutiva della National Book Foundation, per prendere le redini della casa editrice. Il New York Times ha raccontato questa rivoluzione come segno di una nuova inclusività.

«Tutto è cambiato e cambierà», ha detto Reagan Arthur, che è stata nominata direttrice della Knopf a gennaio. «Tra dieci anni, non credo che nulla avrà lo stesso aspetto». Con la morte di titani del settore come Carolyn Reidy, amministratrice delegata di Simon & Schuster, Sonny Mehta, il predecessore di Arthur a Knopf e scopritore di giganti letterati come Kazuo Ishiguro, Susan Kamil di Random House, l’editoria americana ha perso alcuni dei suoi leader più importanti, che non solo hanno fatto le sorti della letteratura contemporanea, decidendo cosa pubblicare e cosa no, ma hanno in qualche modo guidato il settore attraverso cambiamenti sismici come la rivoluzione digitale, l’ascesa di Amazon, la crisi finanziaria del 2008, o la crescita esplosiva degli audiolibri. Eppure era necessario che le cose cambiassero per venire incontro alle nuove esigenze. Anche altre icone del settore si stanno allontanando dall’industria, come Nan Talese, di Doubleday, che ha dichiarato che si ritirerà a dicembre, dopo un lavoro che ha plasmato la carriera di scrittori come Margaret Atwood e Ian McEwan.

Il cambiamento a cui dobbiamo prepararci dipenderebbe dalla diversa sensibilità dei nuovi direttori. Arthur e Amy Einhorn, a capo di Henry Holt, per esempio, sono entrambe conosciute per avere un forte senso commerciale, un occhio per ciò che vende e per sapere cosa vogliono leggere le donne. Lo stesso per la già citata Lisa Lucas e Dana Canedy, ora a Simon & Schuster, che diventerà la prima persona nera a guidare una grande casa editrice, e che ha già dichiarato che punta a «promuovere libri che siano completamente fuori dagli schemi». Entrambe nuove arrivate, le due donne sono ora in procinto di diventare due delle donne nere più potenti del mondo letterario, proprio in un momento in cui l’industria editoriale sta lottando per diversificare sia la sua forza lavoro che i titoli e gli autori che sostiene.

Perché, mentre gli editori hanno fatto passi da gigante nel portare le donne in posizioni dirigenziali negli ultimi anni, l’industria sarebbe ancora molto indietro in termini di diversità razziale. Solo il mese scorso, una campagna per rivelare le disparità razziali nel modo in cui vengono retribuiti gli autori, usando l’hashtag #PublishingPaidMe, ha messo in luce l’importanza di aprire un dibattito in merito. In risposta, le principali case editrici hanno affermato che avrebbero privilegiato la diversificazione dei loro componenti e titoli: la nuova rivoluzione dirigenziale potrebbe esserne l’emblema.

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