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17:32 venerdì 11 settembre 2026
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il dieci per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.

Nell’editoria americana ci sono grossi cambiamenti in vista

17 Luglio 2020

Cosa sta succedendo nell’editoria americana tanto da farla cambiare in modo così radicale? Tra «morti, pensionamenti e un rimpasto esecutivo», scrive il New York Times, nuovi “capi”, molto diversi dai loro predecessori, stanno modificando l’industria dei libri. L’ultimo passo in questa direzione, per ora, è stato compiuto mercoledì 15 luglio, quando Pantheon ha annunciato di aver assunto Lisa Lucas, direttrice esecutiva della National Book Foundation, per prendere le redini della casa editrice. Il New York Times ha raccontato questa rivoluzione come segno di una nuova inclusività.

«Tutto è cambiato e cambierà», ha detto Reagan Arthur, che è stata nominata direttrice della Knopf a gennaio. «Tra dieci anni, non credo che nulla avrà lo stesso aspetto». Con la morte di titani del settore come Carolyn Reidy, amministratrice delegata di Simon & Schuster, Sonny Mehta, il predecessore di Arthur a Knopf e scopritore di giganti letterati come Kazuo Ishiguro, Susan Kamil di Random House, l’editoria americana ha perso alcuni dei suoi leader più importanti, che non solo hanno fatto le sorti della letteratura contemporanea, decidendo cosa pubblicare e cosa no, ma hanno in qualche modo guidato il settore attraverso cambiamenti sismici come la rivoluzione digitale, l’ascesa di Amazon, la crisi finanziaria del 2008, o la crescita esplosiva degli audiolibri. Eppure era necessario che le cose cambiassero per venire incontro alle nuove esigenze. Anche altre icone del settore si stanno allontanando dall’industria, come Nan Talese, di Doubleday, che ha dichiarato che si ritirerà a dicembre, dopo un lavoro che ha plasmato la carriera di scrittori come Margaret Atwood e Ian McEwan.

Il cambiamento a cui dobbiamo prepararci dipenderebbe dalla diversa sensibilità dei nuovi direttori. Arthur e Amy Einhorn, a capo di Henry Holt, per esempio, sono entrambe conosciute per avere un forte senso commerciale, un occhio per ciò che vende e per sapere cosa vogliono leggere le donne. Lo stesso per la già citata Lisa Lucas e Dana Canedy, ora a Simon & Schuster, che diventerà la prima persona nera a guidare una grande casa editrice, e che ha già dichiarato che punta a «promuovere libri che siano completamente fuori dagli schemi». Entrambe nuove arrivate, le due donne sono ora in procinto di diventare due delle donne nere più potenti del mondo letterario, proprio in un momento in cui l’industria editoriale sta lottando per diversificare sia la sua forza lavoro che i titoli e gli autori che sostiene.

Perché, mentre gli editori hanno fatto passi da gigante nel portare le donne in posizioni dirigenziali negli ultimi anni, l’industria sarebbe ancora molto indietro in termini di diversità razziale. Solo il mese scorso, una campagna per rivelare le disparità razziali nel modo in cui vengono retribuiti gli autori, usando l’hashtag #PublishingPaidMe, ha messo in luce l’importanza di aprire un dibattito in merito. In risposta, le principali case editrici hanno affermato che avrebbero privilegiato la diversificazione dei loro componenti e titoli: la nuova rivoluzione dirigenziale potrebbe esserne l’emblema.

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