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18:36 sabato 14 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

La sera andavamo al Ninfeo

Il premio Strega cambia location: fine di un mondo di straordinaria umanità e umidità, assalti al buffet, dame romane, grandi bellezze.

16 Marzo 2016

Mario Tobino And Rossella FalkÈ passato sotto silenzio, come tutti i cambiamenti epocali, ma il premio Strega quest’anno e forse per sempre non sarà al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. La scelta, si dice provvisoria e dunque probabilmente destinata a non mutare mai più, è di trasferire il massimo premio letterario italiano nell’Auditorium tecnologico di Renzo Piano. La motivazione, che essendo la settantesima edizione vi saranno proiezioni celebrative multimediali e trasformazione in format televisivo forse avvincente.

A questo punto si compie la mutazione antropologica di uno Strega III dell’era renziana, e primo dell’era Mondazzoli, ed è forse ora già di commemorare un rito cui si prendeva parte con gusto antropologico; lo Strega era il tragico appuntamento, invariabile, sempre il primo giovedì di luglio, sempre giorno più caldo dell’anno, nella conca rovente del museo Etrusco, già villa suburbana di papa Paolo III, affidato alle tre archistar cinquecentesche Vignola+Ammannati+Vasari. Passare ai gusci di Piano potrebbe sembrare un logico avvicendamento, però così cambiando proprio la struttura, oltre che la sovrastruttura; si terrà infatti al coperto, con aria condizionata, mentre la grande bellezza dello Strega era d’essere un grande pic nic, una scampagnata in uno dei più meravigliosi posti romani, classicità e sfascio insieme.

Adesso che non c’è più, lo si rimpiange già, e andava forse tutelato dall’Unesco più della pizza o di Matera, lo Strega a Villa Giulia, coi suoi riti apotropaici qui osservabili da vicino: l’assalto al buffet, i grandi tavoli tondi con le famiglie dei finalisti e le dame romane e Cesare Romiti, i camerieri cattivi, i tacchi che sprofondano nell’erba, gli gnocchetti alla panna, le mozzarelline di bufala, da mangiare ascoltando svogliatamente i conteggi macchinosi peggio delle primarie Pd, assistendo soprattutto a scolature di rimmel. Il combinato disposto di riflettori Rai, stagione e umidità rendeva un’avventura tropicale e languida scendere la sera sui tornanti, finendo alla villa costruita da un papa non pauperista deviando l’acquedotto Vergine per fare giochi d’acqua: un’umidità e un’umanità straordinarie, e gratis, che è uno dei vantaggi di Roma.

Gianni Alemanno fino all’anno scorso coccolato da signore che lo ritenevano ancora, sinceramente, sindaco

Architetture rinascimentali e chirurgie estetiche pionieristiche insieme: allo Strega presenziava infatti una terza età favolosa, soprattutto dame, letterarie e no, protagoniste di una bolla spazio-temporale; si scoprivano volti di attrici dei telefoni bianchi, vive e splendide, forse per il microclima dei Parioli, e la bolla era rassicurante per tutti: Gianni Alemanno fino all’anno scorso coccolato da signore che lo ritenevano ancora, sinceramente, sindaco.

Come tutti i mondi perfetti era destinato però a finire: e che il cambiamento fosse nell’aria si era percepito già l’ultima volta, quando un efficientamento anche esagerato aveva pervaso tutta la macchina organizzativa: taglio drastico degli inviti, controlli rigidissimi come a un G7 o G8 nel posto in cui ci si imbucava invece sempre, per principio, con tanti amici portati anche contro la loro volontà, a fini educativi, che adesso ringrazieranno. E, nel 2015, perfino una sala stampa ove transennare i giornalisti, e una pedana di plexiglass dove si tentava di coinvolgere i finalisti in momenti televisivi a colori. Votazione svelta, disintermediazione.

Adesso, nell’era delle sinergie, addirittura il trasferimento nell’high-tech, e trasformazione in show televisivo. Cambierà anche la data: non più il primo torrido giovedì di luglio, ma venerdì 8, per non sovrapporsi con gli Europei di calcio. E poi nuove geografie: dal fondo della valle, dopo il Ninfeo, si tornava su verso i Parioli, in tanti, per andare a festeggiare fino a tarda notte nella palazzina liberty Mondadori a via Sicilia, disegnata dal papà di Moravia, e ora venduta.

Quel che resta dello Strega sono le altre tappe elettorali: rosa dei candidati il 1 aprile (ma i nomi si sanno già, ci son già stati i caucus); la dozzina, il 14; la finale alla fondamentale casa Bellonci, il 15 giugno. E poi non cambia naturalmente l’amaro zuccheroso e giallino, sponsor eponimo e ammirevole (non lo beveva mai nessuno, al Ninfeo, solo i vincitori perché costretti, a canna; forse perché faceva sempre troppo caldo; forse per questo, in fondo, il cambio di location).

Fotografie tratte da www.premiostrega.it
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