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08:28 martedì 19 maggio 2026
C’è un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestite d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.

La prima pubblicità dove il sangue mestruale è rosso

17 Ottobre 2017

Un po’ ce l’aspettavamo tutti e alla fine è arrivata: la prima pubblicità di assorbenti dove il sangue mestruale non è un asettico gel blu o verde, ma un più realistico liquido rosso sangue. L’ha realizzata Bodyform (che in Italia è conosciuta come Nuvenia) ed è una clip di circa venti secondi che fa parte di #BloodNormal, una campagna digitale che secondo il marchio punta a scardinare l’eterno tabù del ciclo mestruale, rivendicandone la sua assoluta naturalità. La campagna segue un sondaggio condotto da Bodyform che ha rilevato come una donna su cinque abbia sofferto, in termini di autostima e coscienza del proprio corpo, a causa della disinformazione che circonda l’argomento mestruazioni. Il marchio, inoltre, si è fatto promotore dell’iniziativa #AboutBloodyTime, un programma di educazione sanitaria che riguarderà le zone più svantaggiate del Regno Unito, nato dalla collaborazione con l’organizzazione The Self-Esteem Team, che si occupa di salute mentale negli adolescenti.

Si è parlato tantissimo di mestruazioni in questi ultimi anni, intanto per estirpare i falsi miti sul ciclo che ancora resistono nella cultura popolare: d’altronde la parola tabù deriverebbe proprio dalla polinesiana “tapua”, che significa mestruo. Quindi, per rivendicare il riconoscimento di assorbenti e tamponi come beni di prima necessità e, in quanto tali, limitare la tassazione selvaggia che oggi ne stabilisce il prezzo finale. Va ricordato a questo proposito che il dibattito sulla Tampon Tax ha interessato anche l’Italia per via di una proposta di alcuni parlamentari di abbassarne al 4% l’IVA, che attualmente è al 22%. Tanto lo stigma quanto l’equo accesso agli assorbenti rappresentano due facce di un problema molto serio, soprattutto se si pensa che in molti Paesi nel mondo le donne con il ciclo subiscono ancora feroci discriminazioni (vengono isolate e rinchiuse perché considerate infette) mentre l’impossibilità di permettersi un tampone è più diffusa di quanto si immagini.

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