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10:35 venerdì 9 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

La prima pubblicità dove il sangue mestruale è rosso

17 Ottobre 2017

Un po’ ce l’aspettavamo tutti e alla fine è arrivata: la prima pubblicità di assorbenti dove il sangue mestruale non è un asettico gel blu o verde, ma un più realistico liquido rosso sangue. L’ha realizzata Bodyform (che in Italia è conosciuta come Nuvenia) ed è una clip di circa venti secondi che fa parte di #BloodNormal, una campagna digitale che secondo il marchio punta a scardinare l’eterno tabù del ciclo mestruale, rivendicandone la sua assoluta naturalità. La campagna segue un sondaggio condotto da Bodyform che ha rilevato come una donna su cinque abbia sofferto, in termini di autostima e coscienza del proprio corpo, a causa della disinformazione che circonda l’argomento mestruazioni. Il marchio, inoltre, si è fatto promotore dell’iniziativa #AboutBloodyTime, un programma di educazione sanitaria che riguarderà le zone più svantaggiate del Regno Unito, nato dalla collaborazione con l’organizzazione The Self-Esteem Team, che si occupa di salute mentale negli adolescenti.

Si è parlato tantissimo di mestruazioni in questi ultimi anni, intanto per estirpare i falsi miti sul ciclo che ancora resistono nella cultura popolare: d’altronde la parola tabù deriverebbe proprio dalla polinesiana “tapua”, che significa mestruo. Quindi, per rivendicare il riconoscimento di assorbenti e tamponi come beni di prima necessità e, in quanto tali, limitare la tassazione selvaggia che oggi ne stabilisce il prezzo finale. Va ricordato a questo proposito che il dibattito sulla Tampon Tax ha interessato anche l’Italia per via di una proposta di alcuni parlamentari di abbassarne al 4% l’IVA, che attualmente è al 22%. Tanto lo stigma quanto l’equo accesso agli assorbenti rappresentano due facce di un problema molto serio, soprattutto se si pensa che in molti Paesi nel mondo le donne con il ciclo subiscono ancora feroci discriminazioni (vengono isolate e rinchiuse perché considerate infette) mentre l’impossibilità di permettersi un tampone è più diffusa di quanto si immagini.

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