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01:32 lunedì 12 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

La prima intervista dei Ramones

17 Aprile 2013

Il Guardian pubblica, oggi, la prima intervista dei Ramones, uno dei primi gruppi punk della storia, probabilmente uno dei più importanti e celebri. L’intervista è apparsa il 1 maggio 1975 sulle pagine del Soho Weekly News, ed è consultabile come molte altre pagine “miliari” della storia del rock, sul sito Rock’s Backpages (registrazione necessaria).

L’articolo si chiama “Know your New York brands: The Ramones”, è firmato da Alan Betrock, e inizia così: «1-2-3-4! The Ramones stride on stage, plug in their guitars, and take off. The next 45 minutes are a total energy blast». Betrock descrive un concerto della band di Joey e Dee Dee, la novità di quelle canzoni così brevi, delle pause minime (dieci secondi) tra un pezzo e l’altro. Come sono arrivati a concepire quelle canzoni nuove, tirate, veloci? Spiega Tommy Ramone: «Ascoltavamo le canzoni che passavano in radio e non c’era roba che ci piacesse. Allora abbiamo deciso di suonarcela noi».

Nessuna provocazione “punk” nelle parole di Tommy Ramone, però. Che risponde anzi con poche parole alla domanda su come nasca un pezzo dei Ramones, una “Judy Is a Punk” o una “You’re Gonna Kill That Girl”: «Dipende. Credo che siamo abbastanza prolifici, però». Canzone preferita? «Ognuna ha il suo appeal. Ci piacciono tutte».

L’aggressività non esce nemmeno sulle critiche. Cosa risponderebbe un Ramone a chi dice che le loro canzoni sono tutte uguali? Un insulto? Un gestaccio? Ma no: «Beh, non le hanno ascoltate abbastanza da vicino». Perché i Ramones si chiamano così? Risposta di Tommy: «È un bel nome». E che cosa significa, qualcosa in particolare? «Uh, no, suona solo bene».

In definitiva, Tommy Ramone mostra anche un po’ di strategia di vendita, quando dice, alla fine, che i Ramones «suonano canzoni corte per persone che non hanno tanto tempo libero».

Per capire com’era incontrare i Ramones nel 1975 a New York, l’intero articolo è leggibile qui.

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