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07:59 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

La guerra degli allegati cool

Il Nyt strappa al rivale Wsj Deborah Needleman, neo direttrice di T. Dimostrazione che Murdoch sa come si vendono i giornali

28 Settembre 2012

T, il mensile di moda e lifestyle del New York Times – punto di riferimento assoluto per l’editoria legata alla moda, al lusso e alle tendenze – ha una nuova direttrice. Dopo essere rimasto improvvisamente orfano della guida di Sally Singer, rispettatissima e chicchissima editor con un passato nel cuore del motore del Vogue di Anna Wintour, il periodico è stato ufficialmente affidato a Deborah Needleman.
E’ più di un normale avvicendamento per il semplice fatto che la Needleman, dal 2010, guida con un certo successo il diretto concorrente della sua nuova testata, quel Wall Street Journal Magazine che nelle ultime stagioni aveva regalato non poche gioie (anche e soprattutto dal punto di vista pubblicitario) al suo editore. Chi? Rupert Murdoch naturalmente. Il quale, pochi mesi dopo il suo arrivo in casa WSJ, volle fortemente il magazine fin qui diretto dalla Needleman – che per inciso si occupava (con successo) anche delle pagine lifestyle dell’edizione del fine settimana del giornale di Wall Street – proprio per rivaleggiare con la Grey Lady.
Le reazioni in casa WSJ pare siano state di glaciale indifferenza, almeno ufficialmente.
“La pubblicità la raccolgono le testate, non i direttori” ha dichiarato il publisher WSJ Anthony Cenname al sito di WWD.
Non sembrano pensarla così in casa New York Times, dove hanno cercato e voluto fortemente Needleman anche e soprattuto per la sua capacità di coinvolgere brand e  inserzionisti, come ben dimostrato chez Murdoch. Lo squalo, il mostro. Che però sa come si vendono i giornali. Ennesima dimostrazione.

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