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Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.

La finta Parigi costruita nella I guerra mondiale

12 Aprile 2013

Una finta Parigi per ingannare i bombardieri tedeschi durante il primo conflitto mondiale. Non è fantascienza, ma un piano segreto attuato dal governo francese per salvare la Ville Lumière dai Gotha tedeschi – precursori degli odierni cacciabombardieri.

A fare la scoperta di foto del progetto su una copia del The Illustrated London News (un giornale inglese pubblicato fino al 1971) del periodo è stato il blog di un archivio online di testi scientifici, Ptak Science Books.

Nel biennio 1917-1918 il governo francese affidò a un ingegnere italiano, Fernand Jacopozzi (il cui nome rimarrà in seguito legato alla torre Eiffel, che fu il primo ad illuminare) la costruzione di una città soprannominata “Faux Paris” o “Sham Paris”, che sarebbe servita a confondere i tedeschi durante i loro eventuali raid. Si trattò di un clone in scala 1:1 dell’affascinante capitale di Francia, con tanto di arco di Trionfo e Champs Elysées costruiti in legno dipinto.

La location venne studiata con attenzione: nei pressi della cittadina di Maisons-Laffitte la Senna descrive un’ansa simile a quella presente a Parigi. Vennero scelte un totale di tre aree a nord, nord-est e nord-ovest della metropoli.

Per quanto il progetto si rivelò fondamentalmente inutile (nemmeno l’ultimo raid tedesco, datato settembre 1918, colpì la città fantasma), la replica di Parigi – rivela il quotidiano Le Figaro – era riprodotta fedelmente, con una serie di accorgimenti speciali. La luce, innanzitutto, doveva essere quanto più fedele alla realtà, per trarre in inganno i piloti del Reich: una combinazioni di luci rosse, gialle e bianche imitava la luminosità della Parigi by night dell’epoca. C’era addirittura un finto treno in legno con bagliori artificiali ai lati, per simulare il chiarore irradiato dai finestrini.

Naturalmente oggi uno stratagemma del genere non avrebbe alcun senso: negli anni Dieci dello scorso secolo, però, il radar e i bombardieri stealth non erano altro che avveniristiche speranze in un futuro lontano. Ecco perché, dopo la guerra, a Jacopozzi venne comunque garantita la prestigiosa Legione d’Onore (il più alto riconoscimento ufficiale francese).

Nelle immagini: la mappa della Faux Paris e il finto treno che la attraversava.

(via)

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