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Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala ha dovuto abbassare i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.
Il MoMA di New York ha organizzato una gara di sosia di Marcel Duchamp e della sua alter ego Rrose Sélavy Anche uno dei più importanti e prestigiosi musei del mondo cede al trend dei lookalike contest. L'appuntamento per i sosia è a New York il 30 aprile.
Dopo anni di digitalizzazione, la Svezia reintrodurrà carta e penna nelle scuole per contrastare il crescente analfabetismo di ritorno degli studenti Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.

Karla Sofía Gascón è stata cancellata dalla campagna per gli Oscar di Emilia Pérez

05 Febbraio 2025

Karla Sofía Gascón passerà alla storia per due motivi. Il primo: è stata la prima donna transessuale a essere candidata all’Oscar per Miglior attrice protagonista (per la sua interpretazione in Emilia Pérez). Il secondo: ha condotto la peggiore campagna di autopromozione nella storia degli Academy Awards e forse di tutti i premi cinematografici di ogni luogo e ogni tempo. Come l’attrice si fosse cacciata nei guai ve lo avevamo raccontato qui. In breve: è una storia di accuse infondate nei confronti di colleghe e di vecchi tweet razzisti. Adesso, a detta di tutti gli addetti ai lavori, commentatori e osservatori, siamo arrivati alla fine della storia: Netflix, distributore internazionale di Emilia Pérez, ha fatto sapere che di Gascón non vuole saperne più nulla. Vale a dire: Netflix non investirà più un dollaro per convincere l’Academy a dare a lei l’Oscar per la Miglior attrice protagonista.

Che vincere un Oscar sia tanto una questione di merito e di cinema quanto di soldi e politica lo sappiamo (ne abbiamo anche scritto, qui). È per questo che tutti, ormai, considerano pressoché azzerate le possibilità di vittoria di Gascón. Non c’entra solo il fatto che la reputazione dell’attrice è uscita fortissimamente danneggiata da tutta questa storia. C’entra il fatto che Netflix non vuole più spendere un soldo per Gascón: l’azienda ha fatto sapere che non pagherà più i viaggi e gli alloggi dell’attrice, non le organizzerà più interviste né la farà invitare a cene ed eventi, nemmeno le pagheranno più la stylist, l’hair stylist, la truccatrice. Niente di niente. Questo significa che Gascón avrà enormi difficoltà a partecipare a eventi importanti per un’attrice che vuole vincere gli Oscar: non sarà al pranzo a cui sono invitati tutti i candidati agli AFI Awards, non sarà ai Critics Choice Awards, ai Directors Guild of America Awards.

In un’intervista concessa alla Cnn, Gascón ha detto che non ha intenzione di rinunciare alla candidatura all’Oscar e di essere vittima di una campagna di diffamazione. Subito dopo, Netflix ha precisato di non aver avuto niente a che fare con l’intervista e che è stata tutta un’iniziativa di Gascón. Nel frattempo, l’Hollywood Reporter racconta che Netflix starebbe prendendo iniziative ancora più drastiche: il nome di Gascón dovrebbe a breve sparire da tutte le comunicazioni interne ed esterne relative a Emilia Pérez e il suo volto dovrebbe essere cancellato anche dalle locandine promozionali del film.

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