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Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Karla Sofía Gascón, la protagonista di Emilia Pérez, ha scatenato una delle peggiori shitstorm della storia degli Oscar

31 Gennaio 2025

Già Emilia Pérez non è amatissimo, per le ragioni che abbiamo spiegato qui. Adesso a peggiorare le cose ci si mette anche Karla Sofía Gascón, che del film dovrebbe essere sponsor principale essendo candidata all’Oscar come Miglior attrice protagonista per la sua interpretazione della protagonista eponima. E invece, è da dieci giorni che Gascón non ne azzecca una. Prima si è messa nei guai insinuando, in un’intervista al giornale brasiliano Folha de S. Paulo, che «persone che lavorano con Fernanda Torres (anche lei candidata al premio per la Miglior attrice protagonista, ndr) stanno cercando di mettere in cattiva luce me ed Emilia Pérez». Quando le hanno fatto notare che non è carino dire certe cose di una collega e avversaria, Gascón si è giustificata dicendo che non ce l’aveva con Torres né con persone «direttamente collegate» a lei ma con «il clima tossico e le parole violente dei social media». Tanto è bastato per evitare guai peggiori: c’era già chi chiedeva la l’esclusione di Gascón dagli Oscar, esclusione però impossibile perché Gascón non ha fatto osservazioni critiche né insultanti sull’interpretazione di Torres, cosa che sarebbe stata una violazione del regolamento dell’Academy, questa sì passibile di provvedimento disciplinare.

Ma come sempre succede su internet, una volta che la shitstorm è partita non c’è modo di fermarla. E quindi qualcuno si è messo a scandagliare i profili social di Gascón fino a quando non ha trovato altro carburante per polemiche e litigi. Sono venuti fuori vecchi tweet, risalenti al 2020 e 2021, in cui Gascón si mostrava piuttosto indispettita da una, a suo dire, crescente presenza di cittadini musulmani in Spagna. «Tra un po’ a scuola dovremo insegnare l’arabo invece dell’inglese», scriveva in uno di questi tweet. E ancora: un tweet in cui, a corredo della foto di una donna coperta dal burqa, Gascón metteva considerazioni abbastanza piccate sulla condizione delle donne musulmane («È uno schifo per l’umanità»). Ma c’è da dire che l’attrice non può essere accusata di islamofobia: in un altro tweet spiegava molto chiaramente di non poterne più «di tutte queste stronzate, dell’Islam, del cristianesimo, del cattolicesimo e di tutte queste credenze da idioti che portano alla violazione dei diritti umani».

Per non farsi mancare proprio nulla, sono venuti fuori anche vecchi tweet vagamente razzisti sull’omicidio di George Floyd («un tossico e spacciatore»), sulla pandemia di Covid-19 e su passate edizioni dell’Oscar («Somigliano sempre di più a un festival di film indipendenti e di protesta. A un certo punto non sapevo se stavo guardando un festival afro-coreano, una manifestazione di Black Lives Matter o una protesta per l’8 marzo»). Gascón si è scusata, di nuovo, e ha cancellato tutti i tweet in questione. È la seconda volta che è costretta a scusarsi in dieci giorni. Vedremo se questa shitstorm le costerà l’Oscar.

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