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12:21 lunedì 26 gennaio 2026
Mentre a Minneapolis si scatenava il caos, Trump era alla Casa Bianca a vedere in anteprima il documentario sulla moglie Melania Una proiezione esclusiva, con contenitori di popcorn brandizzati, tra gli invitati il Ceo di Apple e, per qualche ragione, anche Mike Tyson.
Kim Jong-un che fissa le persone mentre fanno il bagno alle terme è già il miglior meme del 2026 Il leader supremo della Corea della Nord ha festeggiato l'inaugurazione di un nuovo Centro vacanze fissando le persone che facevano il bagno e la sauna.
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.

Nel suo nuovo album Kanye West cita #metoo, Trump e il disturbo bipolare

01 Giugno 2018

Kanye West  è tornato con il suo ottavo album. A due anni da The Life Of Pablo, uscito nel 2016, il rapper ormai quarantenne è tornato con Ye, disco composto da soli 7 brani (poco più di mezz’ora) e presentato ieri nel corso di un esclusivo listening party organizzato a Jackson Hole, in Wyoming. Leggenda vuole (o meglio, a volerlo è un tweet della moglie Kim Kardashian) che la cover del disco sia uno scatto fatto dallo stesso Kanye col suo iPhone, mentre si recava al party. Come ha ricordato anche il Guardian, Ye si inserisce nel progetto più ampio di una serie di pubblicazioni prodotte dall’artista. Venerdì scorso è uscito Daytona di Pusha T, prossimamente dovrebbero aggiungersi Nas, Teyana Taylor e il suo progetto con Kid Cudi, Kids See Ghost (che arriverà fra pochissimo, l’8 giugno).

L’album esce dopo mesi di caos mediatico, che hanno funzionato come una specie di campagna pubblicitaria. Dopo un lungo periodo di silenzio, successivo al ricovero per esaurimento nervoso del 2016, Kanye è tornato sotto i riflettori e ha iniziato a spararle veramente grosse. C’è la famosa intervista TMZ (qui la versione integrale) in cui ha detto cose strane sulla schiavitù dei neri («è stata una loro scelta»), facendo incazzare tutti. Ma è sul suo social del cuore, twitter, che si è proprio sbizzarrito, scambiando effusioni con Trump e fotografandosi con il cappellino MAGA.

Anche il disco Daytona di Pusha T ha suscitato scalpore: come copertina ha la celebre foto del 2006 del bagno di Whitney Houston, nella quale sono evidenti le tracce dell’uso di crack. Per avere i diritti della foto Kanye ha speso 85mila dollari. La famiglia della cantante si è detta addolorata, il cugino ha definito il gesto “disgustoso”, solo il nipote Gary Michael Houston ha difeso la scelta degli artisti. Insomma, il disco arriva al momento giusto e contiene le parole chiave del dibattito contemporaneo: Trump, schiavitù, #metoo, Russell Simmons (il produttore e fondatore dell’etichetta hip hop Def Jam accusato di molestie sessuali), Stormy Daniels e, come già si evince dalla scritta in copertina, che riporta una battuta sul disturbo bipolare che circola in rete da anni – soprattutto su Tumblr e Instagram –, anche riferimenti alla malattia mentale.

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