Hype ↓
17:43 giovedì 15 ottobre 2026
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».
Il governo di Netanyahu adesso sta litigando anche con il Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere di "New Gaza". Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.
Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’Idf in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché li hanno raccontati in NAZA Il Primo Ministro vuole sapere chi sono e chiede di processarli per aver danneggiato gli interessi del Paese. Parlando con i registi di NAZA, non commettendo crimini.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e va innaffiato Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.

Julia Fox è la cosa migliore capitata sui nostri schermi in quest’anno orrendo

È uscito da poco un nuovo film con l'attrice di Uncut Gems, appena diventata madre: un elenco di tutti i motivi per cui la adoriamo.

17 Febbraio 2021

Una delle scene più erotiche, tenere, dolci e ridicole – tutto insieme nello stesso momento – della storia del cinema è sicuramente quella in cui Howard (Adam Sandler) spia la sua ragazza da dentro un armadio del suo appartamento, facendo sexting con lei dopo averle scritto che la sta per raggiungere a casa. Julia si fa un selfie e inizia a eccitarsi, lui sbuca fuori all’improvviso, lei urla, sobbalza e il suo iPhone vola per aria. Su Instagram ho visto un video che ripropone questa scena di Uncut Gems al rallentatore. Julia Fox sussulta nel suo completo verde pino Agent Provocateur (questo), e la pelle bianca delle sue cosce generose vibra meravigliosamente. Un terremoto celestiale. Ma il suo fisico esplosivo – seno naturale, vita strettissima e culo incredibile (non saprei che altro termine usare) – e il viso stupendo – occhi blu, bocca carnosa, pelle chiarissima e perfetta, ciglia finte perenni (in un’intervista dice che se le fa fare da quando ha 21 anni: adesso ne ha 31) – farebbero sicuramente un altro effetto senza lo stile che la contraddistingue.

Soltanto metà dei commenti al video della prima intervista durante un famoso show televisivo, il Jimmy Kimmel Live, si concentrano sul suo aspetto: chi fa l’ovvia battuta sul culo – per tutto il tempo Julia è seduta, e qualcuno si chiede: «perché hanno tagliato le scene in cui arriva e in cui se ne va? Sono le uniche che ci interessano» – chi dice che se Drew Barrymore e Scarlett Johansson potessero fare una figlia insieme, uscirebbe come lei, e chi si chiede se il culo (ancora quello, sì) sia vero oppure no. Gli altri commenti riguardano il suo accento e il numero di volte (circa 300, probabilmente) in cui ripete “yeaaaaaaaah” con quel tono di chi sta masticando una gomma rosa shocking a bocca aperta. È “l’accento insopportabile della valley”, dicono in molti, ma è lo stesso accento con cui le Kardashian hanno fatto fortuna (ok non è stato solo quello) e che Julia sfoggia nel film che l’ha resa famosa.

«Do you wanna stay mad or do you wanna get in bed and cuddle?», esclama durante un’altra delle più belle scene del film (l’altra è quella in cui pippa coca insieme a The Weeknd nel cesso di un locale) quando Howard si incazza scoprendo che mentre non c’era, Julia ha tenuto un “vivace festino” nel suo appartamento. Lui sceglie la seconda opzione (coccolarsi nel letto), come farebbe (o dovrebbe fare) ogni essere vivente su questa terra. Se tra le coperte ci fosse sempre Julia Fox, il mondo sarebbe un posto migliore. L’accento, la voce, il modo a volte quasi goffo di muoversi, la rendono involontariamente divertente, a tratti addirittura comica, sicuramente simpatica, anche a costo di risultare un po’ scema (una dote femminile stupenda, invidiabilissima). Ma le caratteristiche con cui ho scelto di iniziare il mio elenco celebrativo sono soltanto la punta dell’iceberg. Siamo davanti a quel rarissimo caso di persona che più la conosci e più ti meraviglia (di solito ti deludono, pensa).

La sua vita e la sua arte si mescolano continuamente: i fratelli Safdie, di cui è grande amica, la scelgono per il film più ambizioso della loro carriera, che prima di diventare Uncut Gems rimane nel cassetto per qualcosa come 5 anni (nel frattempo fanno Good Time). Durante quel lungo periodo di scrittura e riscrittura il personaggio di Sadie (nome della figlia di Adam Sandler) si trasforma in Julia: praticamente i Safdie lo disegnano su di lei. Fox tiene molto a quel ruolo, il suo primo in assoluto come attrice, ma arrivata a quasi trent’anni e rendendosi conto che i fratelli non arrivano a una con sto maledetto film, non ci spera più. Poi un giorno la chiamano: sono pronti. Ma i produttori sono scettici, vorrebbero un’attrice famosa, non certo una tipa sbucata dal nulla con le ƒƒ del violino tatuate sulla schiena (non proprio una scelta di grande raffinatezza, ecco) e senza nessun tipo di prova attoriale nel cv (niente teatro, niente corsi di recitazione, niente di niente: ci tiene però a specificare che ha recitato molto nella vita quotidiana, «ho dovuto fingere in continuazione di essere normale»). Si ritrova a fare il provino insieme a 300 attrici, alla fine viene comunque scelta lei.

Julia Fox alla prima di “Uncut Gems” durante il Toronto International Film Festival il 9 settembre 2019 a Toronto, Canada (Foto di Tasos Katopodis / Getty Images)

In realtà, Julia Fox era già una star, conosciutissima nella scena newyokese più cool: nel 2015 aveva posato per Playboy (grazie Reddit per queste foto), poi per Richardson Shop e gli artisti e i fotografi più fighi in circolazione nella sua città. Ha pubblicato due libri di fotografia, Symptomatic of a Relationship Gone Sour: Heartburn/Nausea nel 2015 e PTSD nel 2016: foto in stile Nan Goldin di lei che si fa le pere, lei col sangue che esce dal naso, amici che scopano, party, cose così. Il primo parla di relazioni tossiche, violenza domestica e dipendenza (quando aveva 17 anni, Fox è quasi morta di overdose), il secondo è il frutto di un mese passato in un bayou poverissimo e pieno di droga della Luisiana e viene presentato con una mostra curata da Richie Shazam Khan (altra leggenda della scena cool di New York, Vogue ne parlava nel 2016 e continuava a parlarne nel 2020) in cui fa ricreare una stanza fatiscente molto simile alla camera da letto dove ha passato quel periodo (lo racconta lei stessa qui).

Nel 2017 una mostra a tema funebre (un “fun-eral”, l’ha definito così) il cui titolo è RIP Julia Fox. Espone delle brutte opere “sangue su seta”, cioè dipinte col suo stesso sangue sulla tela. A un certo punto fonda anche un brand di moda, Franziska Fox, insieme all’amica Briana Andalore. Abbastanza orrido, scrivono, ma capace di attirare l’attenzione. Quello della moda, infatti, è un altro ambiente che frequenta con immensa dimestichezza. Lo dice lei stessa: «In qualsiasi situazione mi metti, posso gestirla. Dal Ritz alla trap house, troverò del terreno comune con chiunque …». Fox ha anche scritto e diretto Fantasy Girls, un cortometraggio su un gruppo di ragazze adolescenti coinvolte nella prostituzione a Reno, in Nevada: l’uscita è prevista per quest’anno. Durante il liceo ha lavorato per sei mesi come dominatrice, lo stesso ruolo che ha nel film PVT Chat (ancora una volta, realtà e finzione coincidono), uscito negli Usa durante la prima settimana di febbraio. Diretto da Ben Hozie, è un dramma erotico (il trailer promette benissimo) che ha per protagonista Jack, un uomo dipendente dal gioco d’azzardo che vive a New York e diventa ossessionato da Scarlet, una cam girl che sostiene di abitare a San Francisco ma continua misteriosamente a comparire nella sua vita reale.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da ????? ??? ☆ (@juliafox)

Il suo profilo Instagram ufficiale è @juliafox, ma se non dovesse bastare c’è @houseofarchives. E a proposito di Instagram: a San Valentino Julia Fox ha iniziato a comporre sul suo feed un misterioso mosaico, che si è concluso dando forma a un’immagine sorprendente. La fotografia di lei, completamente nuda tranne che per due guanti da opera neri, con un pancione enorme. Prima di allora non aveva mai rivelato pubblicamente di essere incinta. Il padre è suo marito Peter Artemiev, pilota privato con base a Brighton Beach, Brooklyn, sposato nel 2018. Vivono a Yorkville, Manhattan, dove lei è cresciuta. Come lei stessa spiega nella didascalia di una delle foto pubblicate (in un’atra si descrive scrivendo: “87 chili di MILF”), il neonato è nato poco dopo lo shooting improvvisato alla bell’e meglio (ma con foto d’autore, ovviamente: le ha scattate Richie Shazam Khan) non appena la mamma ha saputo che avrebbe dovuto partorire il figlio prima del dovuto. È andato tutto bene e il nuovo nato si chiama Valentino. Proprio così, in italiano. Perché l’ultimo delizioso dettaglio, la classica coincidenza insignificante che entusiasma gli innamorati, è che Julia Fox (mamma italiana e papà americano) è nata a Milano.

Articoli Suggeriti
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh

Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

In Pecorelle smarrite di Madeline Cash c’è lo sguardo sul mondo di tutte le ragazze di ogni generazione

Abbiamo intervistato l'autrice di uno dei romanzi più chiacchierati e sorprendenti di quest'anno. Con lei abbiamo parlato di autofiction, scrittura femminile, bellezza e coppie aperte.