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07:42 martedì 23 giugno 2026
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.

Jim Carrey e un suo amico scrittore hanno scritto un romanzo apocalittico di cui Carrey è il protagonista

29 Giugno 2020

Jim Carrey ha scritto un romanzo. E questa, di per sé, sarebbe già una notizia interessante. Ma c’è di più: il libro, che si chiama “Memoirs and Misinformation”, è stato scritto a quattro mani con Dana Vachon (già autore di “Mergers and Acquisitions” e penna per Vanity Fair, Slate e il New York Times tra gli altri) e include una serie di dettagli della vita e della carriera di Jim Carrey raccontando però una storia immaginaria di apocalisse e rinascita ambientata a Hollywood. Un po’ come Dante, Jim Carrey, si trova nel mezzo del cammino della sua vita, in piena una crisi esistenziale, schiacciato dall’insicurezza e confinato nella sua casa di Los Angeles, dove vive con una dieta a base di Netflix, YouTube e TMZ. I suoi successi come attore, sia comici che drammatici, sono ormai lontani: ora è concentrato sulla sua inevitabile fine e sulla fine, più in generale, dell’universo, che a quanto pare coincidono. Sembrerebbe trattarsi di un mix folle tra un memoir, una distopia, Bojack Horseman e Il mio anno di riposo e oblio. Nel libro, edito da Knopf, compaiono anche Nicolas Cage, Gwyneth Paltrow e Anthony Hopkins, oltre a una squadra di eco-terrorismo per sole donne e la minaccia di un’invasione aliena. Lo slogan del libro è “Niente di tutto questo è reale e tutto è vero”.

Dopo il nostro primo incontro», ha confessato Vachon, «ho pensato: “È una persona adorabile, sicuramente non gli parlerò mai più”». Invece hanno continuato a parlare e hanno addirittura scritto un libro insieme. Il libro sarà acquistabile dal 7 luglio (su Amazon.it si può già prenotare, la versione Kindle costa 10 euro).

Molto probabilmente i fan che si aspettano di scoprire i più intimi dettagli della vita di Carrey resteranno un po’ delusi, anche se nel libro ne compaiono molti. Il problema è che distinguere tra fiction e non-fiction, in un romanzo come questo, è impossibile. Cosa è inventato e cosa no? Di sicuro Carrey – lo spiega lui stesso nella conversazione su Zoom – non ha mai avuto nessuna intenzione né voglia di scrivere un memoir. Questo libro è tutta un’altra cosa: «È un lavoro d’amore che non siamo riusciti a fermare. È iniziato come un piccolo palleggio, avanti e indietro, qua e là, ma negli ultimi anni è diventato 8, 12 ore quasi tutti i giorni, insieme in una stanza. Ma anche quando abbiamo sbattuto le teste, abbiamo sempre pensato a qualcosa di più interessante di quanto avessimo inizialmente pensato».

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