Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Kendall e Roman di Succession sono entrambi candidati all’Oscar, nella stessa categoria
Oggi sono state annunciate le candidature agli Academy Awards 2025 (le trovate elencate tutte qui). Tra le cose più interessanti da notare c’è la mancata nomination di Daniel Craig nella categoria Miglior attore protagonista per Queer di Guadagnino, Fernanda Torres che porta avanti la tradizione inaugurata dalla madre, Fernanda Montenegro, e diventa la seconda donna brasiliana nella storia candidata al premio di Miglior attrice, Karla Sofía Gascón prima donna trans candidata a un Oscar e la reazione, tenerissima, del regista di Flow. Da fan di Succession, vorremmo aggiungere un altro sfizioso dettaglio a cui fare caso: i litigiosi fratelli Kendall e Roman della serie di Jesse Armstrong, perennemente impegnati a farsi lo sgambetto nel tentativo di ereditare l’impero del padre, si trovano ora a gareggiare uno contro l’altro anche nella vita reale: sia Jeremy Strong (per The Apprentice) che Kieran Culkin (per A Real Pain) si trovano infatti a “combattere” per il premio di Miglior attore non protagonista, la prima nomination agli Oscar della vita di entrambi. Che dire: se andrà come in Succession, non vincerà nessuno dei due.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
In Spagna è stato uno dei film più visti e premiati del 2025, nonostante sia un film di genere che racconta una pagina di storia traumatica come quella del terrorismo indipendentista basco. Del film, del suo successo e del suo messaggio abbiamo parlato con la regista Arantxa Echevarria.