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22:37 venerdì 17 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Alcuni esperti hanno spiegato perché il razzo di Bezos avesse una forma fallica

21 Luglio 2021

Dopo il lancio di New Shepard, il razzo finanziato dal patron di Amazon Jeff Bezos che l’ha portato nello spazio, le battute si sono sprecate. Basta mettere nella barra di ricerca di Twitter le parole “Jeff Bezos Rocket” e si ritroveranno migliaia di meme che fanno notare come il razzo avesse, senza ombra di dubbio, una forma fallica. L’uomo più ricco del mondo stava cercando di compensare qualche altra mancanza? Sarà l’effetto del recente divorzio? Si sta preparando alla sua estate da single sparando un razzo nello spazio perché lui può? Quando ha detto che il lancio è stato possibile grazie ai dipendenti di Amazon intendeva grazie al loro sfruttamento o stava trollando? Perché, nonostante sia appunto l’uomo più ricco del mondo, i suoi filler sembrano fatti da un chirurgo dilettante?

Tutte domande legittime, se vogliamo, che non si sono posti solo gli utenti dei social con nessuna competenza scientifica in fatto di design dei razzi, ma anche gli esperti. Per fugare ogni dubbio, il Guardian ha infatti interpellato tra gli altri Jonathan McDowell, astronomo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, che innanzitutto ha definito la silhouette di New Shepard “antropomorfa” e non fallica perché lui è un astronomo e noialtri no. «New Shepard è composto da una capsula dell’equipaggio a forma di fungo che è “montata” su una sorta di fusto, chiamato booster. La parte superiore arrotondata sembra più rotondeggiante di quella di molti altri razzi, ma non è unica», ha spiegato lo scienziato,«C’è una lunga storia di quelli che chiamiamo razzi martello [ovvero quelli in cui diametro della capsula è più ampio del booster, ndr]. Se la si guarda con attenzione, si potrà notare come in realtà abbia un’aerodinamica perfetta».

Proprio come succede per gli arei militari o adibiti al trasporto passeggeri, le capsule sono disponibili in tutte le forme, ma come dice Laura Forczyk, titolare di Astralytical, società di analisi dello spazio, «gli interni di New Shepard sono progettati per massimizzare il volume interno per contenere sei passeggeri». È assolutamente plausibile, però, che chi ha realizzato New Shepard sapesse benissimo a cosa assomigliava: «Bisogna immaginare che ci sia stato un incontro in cui qualcuno ha detto, “Vogliamo davvero mandare in orbita una cosa di questa forma?”, ma credo che a quel punto un ingegnere si sia alzato e abbia detto: “Questo è ciò che dice la matematica. Questa è la configurazione ottimale. Quindi questo è ciò che faremo volare”», ha concluso McDowell.

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