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00:33 martedì 29 settembre 2026
Sulla Terra ci sono già talmente tanti data center che Google ha deciso di iniziare a costruirli nello spazio Si inizia con cinque, poi dieci, fino a ottanta. Una volta lassù, il data center resta in orbita fino a sei anni per poi disintegrarsi al rientro sulla Terra.
Margaret Atwood si è così appassionata all’ornitologia che ha donato 1 milione di dollari alla ricerca sugli uccelli Il suo contributo è anche un gesto d'amore nei confronti del compagno di una vita Graeme Gibson, anche lui romanziere e grande appassionato di birdwatching, morto nel 2019.
I registi e i produttori di Naza hanno deciso che il film si potrà vedere in streaming gratuitamente Dopo la distribuzione in sala, il film sarà disponibile per tutti sul sito del Guardian.
I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.

Alcuni esperti hanno spiegato perché il razzo di Bezos avesse una forma fallica

21 Luglio 2021

Dopo il lancio di New Shepard, il razzo finanziato dal patron di Amazon Jeff Bezos che l’ha portato nello spazio, le battute si sono sprecate. Basta mettere nella barra di ricerca di Twitter le parole “Jeff Bezos Rocket” e si ritroveranno migliaia di meme che fanno notare come il razzo avesse, senza ombra di dubbio, una forma fallica. L’uomo più ricco del mondo stava cercando di compensare qualche altra mancanza? Sarà l’effetto del recente divorzio? Si sta preparando alla sua estate da single sparando un razzo nello spazio perché lui può? Quando ha detto che il lancio è stato possibile grazie ai dipendenti di Amazon intendeva grazie al loro sfruttamento o stava trollando? Perché, nonostante sia appunto l’uomo più ricco del mondo, i suoi filler sembrano fatti da un chirurgo dilettante?

Tutte domande legittime, se vogliamo, che non si sono posti solo gli utenti dei social con nessuna competenza scientifica in fatto di design dei razzi, ma anche gli esperti. Per fugare ogni dubbio, il Guardian ha infatti interpellato tra gli altri Jonathan McDowell, astronomo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, che innanzitutto ha definito la silhouette di New Shepard “antropomorfa” e non fallica perché lui è un astronomo e noialtri no. «New Shepard è composto da una capsula dell’equipaggio a forma di fungo che è “montata” su una sorta di fusto, chiamato booster. La parte superiore arrotondata sembra più rotondeggiante di quella di molti altri razzi, ma non è unica», ha spiegato lo scienziato,«C’è una lunga storia di quelli che chiamiamo razzi martello [ovvero quelli in cui diametro della capsula è più ampio del booster, ndr]. Se la si guarda con attenzione, si potrà notare come in realtà abbia un’aerodinamica perfetta».

Proprio come succede per gli arei militari o adibiti al trasporto passeggeri, le capsule sono disponibili in tutte le forme, ma come dice Laura Forczyk, titolare di Astralytical, società di analisi dello spazio, «gli interni di New Shepard sono progettati per massimizzare il volume interno per contenere sei passeggeri». È assolutamente plausibile, però, che chi ha realizzato New Shepard sapesse benissimo a cosa assomigliava: «Bisogna immaginare che ci sia stato un incontro in cui qualcuno ha detto, “Vogliamo davvero mandare in orbita una cosa di questa forma?”, ma credo che a quel punto un ingegnere si sia alzato e abbia detto: “Questo è ciò che dice la matematica. Questa è la configurazione ottimale. Quindi questo è ciò che faremo volare”», ha concluso McDowell.

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