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06:18 mercoledì 13 maggio 2026
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

ITS TEN: merito, talento, cultura

19 Luglio 2011

“Alla fine è un po’ un peccato che siamo da soli come azienda italiana di moda a investire su questa cosa; gli altri fanno uno scouting di stilisti maturi, che hanno già esperienza e non sono abituati a scommettere sui giovanissimi che invece possono spesso portare idee nuove, contenuti freschi e diventare grandi professionisti in pochissimo tempo”. L’ha detto a Studio Renzo Rosso, patron di Diesel, quando lo abbiamo incontrato lo scorso weekend a Trieste in occasione della decima edizione di ITS, il concorso per giovani fashion designer e fotografi che si svolge ogni anno nella città alabardata.

Rosso ITS lo sostiene – mediaticamente ma soprattutto economicamente – sin dalla prima edizione: “La cosa che mi rende più fiero e orgoglioso di questo nostro impegno è il constatare oggi come ITS sia incontaminato da qualsiasi tipo di gioco di potere o calcolo politico come avviene altrove”, continua Rosso al quale, proprio come suggello di questo supporto, venerdì il neo sindaco triestino Roberto Cosolini ha consegnato le chiavi della città. “E’ un segnale che mi ha fatto molto piacere; ITS e Diesel hanno dato molto alla città ma è vero anche che il fatto di poter usufruire di un palcoscenico così privilegiato ha fatto comodo anche a noi. Spero che la collaborazione continui e credo di sì, vista la visione che sembra avere la nuova amministrazione. Ribadisco il mio appello: aspetto altre aziende pronte a salire a bordo”.

Parole che non possono non far piacere a Barbara Franchin, che ITS l’ha inventato e che tutt’ora lo dirige, a capo di un team che lavora tutto l’anno a stretto contatto con le scuole di moda di tutto il mondo: “Volendo cercare il pelo nell’uovo, quello che forse speravo dieci anni fa era di riuscire a declinare ITS su molte più discipline: penso al video, alla cucina, alla scrittura creativa”, ci dice la Franchin. Che, in quanto rappresentante di ITS, ha avuto rapporti convulsi col territorio e le amministrazioni locali nel corso degli anni. “Al di là degli schieramenti politici, è indubbio che il sindaco nuovo si stia spendendo molto per supportarci. Questo ci da la possibilità di essere qui nonostante i tagli del 50 percento che ci ha fatto la Regione. Noi ci teniamo – chiosa Barbara Franchin – vogliamo tenere alto il nome di una città che nel corso della storia è sempre stata un centro culturale di portata internazionale”. Franchin è convinta che la chiave del successo di una manifestazione come questa – il cui scopo è promuovere il merito e il talento mettendolo al servizio del mercato e delle aziende – sia “assolutamente quello di riuscire a far lavorare in sinergia il settore pubblico e quello privato. Il pubblico da solo non basta, il privato da solo non ti mette al riparo dal rischio di dover sottostare a determinate logiche. Se uno o l’altro mancano, non ce la si fa. Specie se in qualche modo si parla di cultura”. Già, la cultura. Anche su questo Barbara ha le idee chiare: “La mia lotta per far passare il messaggio che la moda è cultura non è ancora finita. Ed è paradossale in un Paese come il nostro se ci pensiamo. Compito della cultura è anche quello di raccontare e rappresentare un determinato momento storico. Si può prescindere dalla moda per raccontare l’oggi?”. No in effetti. Anche a questo serve ITS.

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