Hype ↓
02:52 giovedì 25 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Cosa pensano gli israeliani di quello che sta succedendo a Gaza

17 Maggio 2018

Nell’ultimo mese ci sono state molte proteste nella Striscia di Gaza, nei pressi del confine israeliano, l’esercito israeliano ha reagito sparando (i primi giorni pallottole di gomma, poi munizioni vere e proprie) e il risultato è che, dal 30 marzo ad oggi, sono morti più di cento palestinesi. L’episodio più grave è stato quello del 14 maggio, quando l’esercito israeliano ha ucciso almeno 60 palestinesi. Nello specifico, la protesta del 14 maggio coincideva con lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, però faceva parte di una serie più ampia di proteste organizzate, e chiamate “marce del Ritorno“: l’intenzione degli organizzatori era organizzare una serie di marce da Gaza verso il confine israeliano, in mezzo a due date simboliche per i palestinesi: il 30 aprile, cioè la “giornata della Terra”, e il 15 maggio, cioè la “giornata della Nakba”, o catastrofe, come chiamano la nascita di Israele. L’iniziativa, stando a quanto riporta Haaretz, partiva dai capi di alcune famiglie importanti da Gaza e da vari esponenti della società civile,  ma ha poi ricevuto il sostegno anche di gruppi estremisti come Hamas o la Jihad islamica.

Specie dopo la strage del 14 maggio, Israele è stato duramente criticato per avere reagito in modo sproporzionato alle proteste. La Turchia, per esempio, ha espulso il console israeliano a Istanbul. In Israele, però, l’opinione pubblica sembra sostenere la condotta dell’esercito. Il “Peace Index” è un progetto congiunto dell’università di Tel Aviv e dell’Israel Democracy Institute, un think tank di sinistra, che monitora l’opinione pubblica israeliana sugli argomenti di attualità. Ad aprile hanno condotto un sondaggio su un campione di 600 israeliani (tutti ebrei israeliani, va detto, non c’erano arabi israeliani) dividendoli per opinione politica chiedendo loro che cosa ne pensavano della decisione di sparare sui manifestanti palestinesi. L’opinione cambiava molto a seconda del partito politico di appartenenza, ma dominava comunque un clima di sostegno all’esercito.

israeliani gaza

Tra i sostenitori di Yisrael Beitenu, l’estrema destra, il 100 per cento si diceva convinto che sparare sui palestinesi sia stata una buona idea, mentre tra gli elettori del Likud, il partito di Netanyahu, pensa lo stesso il 90 per cento degli intervistati. Anche il 70 per cento degli elettori laburisti (l’Unione sionista è la coalizione di cui fa parte il Labour) sostiene la politica di sparare. Tra gli elettori del Meretz, il partito pacifista, il 40 per cento si dice favorevole a quella politica. Va detto che il sondaggio è stato condotto prima della Strage di Gaza di cui si sono molto occupati i giornali occidentali, però ad aprile c’erano già state molte manifestazioni palestinesi e una cinquantina di morti. I dati sembrano riflettere una generale virata verso destra del pubblico israeliano sui temi della sicurezza.

Foto Getty
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.