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03:34 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Internet Explorer chiuderà per davvero nel 2022

20 Maggio 2021

Forse, più lui, a mancarci sarà il fatto di poterci scherzare su. Dopo 26 anni di servizio, Microsoft ha deciso che nel 2022 disabiliterà definitivamente Internet Explorer, il primo browser di ricerca per molti di noi. Già lo scorso anno era stato annunciato il suo pensionamento, accompagnato da un copioso numero di meme che si rifacevano alla sua lentezza, dicevano «penso che dopo la chiusura possa funzionare altri 25 anni prima di capire di essere effettivamente chiuso». Da The Verge arriva la notizia ufficiale, dove vengono riportate le parole dei programmatori della Microsoft, che dicono che nessuno ovviamente lo utilizzava più come motore di ricerca.

Ora Microsoft Edge, annunciato nel 2015, prenderà a tutti gli effetti il posto di Internet Explorer, che è stato incorporato nel nuovo software. È difficile immaginarsi un mondo senza Explorer, considerando che nel 2003 veniva utilizzato come browser dal 95 per cento degli utenti della rete. Aveva iniziato a vacillare nel 2004, quando è stato creato Mozilla Firefox, e ancora di più nel 2008 con Google Chrome, che, nel 2016, l’aveva superato come motore di ricerca preferito. Dopo una disputa di dieci anni con l’Unione Europea su quanto fosse corretto che Internet Explorer fosse pre-installato su tutti i computer Microsoft, lo scorso anno gli utenti hanno iniziato ad avere la possibilità di scegliere tra i 12 browser esistenti. Ormai nel 2020 non era cambiato molto, perché l’uso del browser era già scarsissimo, ma quella è stata la batosta finale. Dopo l’addio di Yahoo! Answers e la morte dell’inventore dei Pdf lo scorso mese, chi ha iniziato a utilizzare il computer verso la fine degli anni Novanta ora si sentirà ancora più orfano.

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