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Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

Instagram fa bene ai libri?

Un articolo del Nyt racconta che gli editori americani spingono perché le nuove uscite vengano promosse dalle celebrità. Ma in Italia è diverso.

di Studio
21 Agosto 2017

Nei giorni scorsi il New York Times ha fatto uscire sul T Magazine un pezzo sul  rapporto tra celebrità, Instagram e libri, la cui tesi di fondo è che oggi il social network fotografico è diventato il modo più efficace per promuovere le nuove uscite editoriali, soprattutto se la copertina del libro in questione finisce sul profilo di attori o utenti molto seguiti.

La tesi viene confortata dai pareri degli addetti ai lavori intervistati nell’articolo. Come James Meader, capo della pubblicità di Picador, che riferendosi a un post di Krysten Ritter (attrice della serie Jessica Jones, 655.000 follower), dice: «È probabile che il suo post su Instagram aiuterà le vendite del libro molto più della sua frase riportata in copertina, che verrà vista da persone che prenderanno in mano il libro in una libreria reale». Anche Todd Doughty, direttore della pubblicità di Doubleday, dice che prima «bisognava assicurarsi il lancio da Oprah o dal Daily Show, mentre oggi basta una foto di Reese Witherspoon su Instagram». «Le immagini di Emma Watson», scrive il magazine, «vengono viste da 38 millioni di follower su Instagram, mentre un’intervista su Fresh Air, popolare programma radio NPR raggiunge circa un milione di ascoltatori».

@oursharedshelf’s Jan & Feb book is #TheVaginaMonologues by Eve Ensler

Un post condiviso da Emma Watson (@emmawatson) in data:

Emma Watson è da annoverare peraltro tra le celebrità che hanno dato vita a un book club, una moda che in questo momento sta facendo molti proseliti. Reese Witherspoon ne ha uno, così come Sarah Jessica Parker. Lena Dunham, oltre che su Instagram, consiglia libri sulla sua newsletter. Emma Roberts, oltre al book club Belletrist, consiglia libri ai suoi follower con l’hashtag #currentlyreading e invita a comprare nelle librerie indipendenti. Tutte si sono rese protagoniste del successo commerciale di qualche libro di cui le rispettive case editrici non prevedevano il successo, come l’endorsement di Sarah Jessica Parker per No One Is Coming to Save Us di Stephanie Powell Watts.

Nell’articolo, Miriam Parker, direttrice di Ecco Books, afferma che la sua casa editrice cerca di far avere i libri a persone con un grande seguito sui social media. In realtà non si tratta di una novità in assoluto. Le case editrici, anche italiane, da sempre spediscono copie delle nuove uscite a personalità influenti contando sulla vecchia pratica del passaparola. Ma adesso è diverso, per una casa editrice diventa fondamentale che la copia si trasformi in un selfie con il libro in mano.

La situazione italiana non è assimilabile. Il post con la foto del libro è ancora un fenomeno che viene dal “basso”. Utenti che postano copertine si sprecano e qualcuno si è fatto conoscere con la sua estetica (il libro con la colazione, per esempio), ma gli effetti sulle vendite devono essere risibili, se sul suo account Twitter ufficiale, l’editore Einaudi, qualche settimana fa si lamentava così: «Non so però se questa cosa che i libri sui social media stanno diventando complementi d’arredo delle colazioni mi piace poi tanto», creando qualche scontento nei fotografi di copertine. L’unica vera celebrità italiana che promuove libri è Jovanotti, il cui ultimo libro postato su Instagram risale al 13 giugno ed è Il ministero della felicità suprema di Arundhati Roy: 6.700 like (ancora pochi rispetto ai numeri americani), ma qualche effetto sulle vendite forse sì.

A memoria, invece, ricordiamo una Chiara Ferragni presa in giro per una foto scatta nella biblioteca di Harvard, in cui si sottolineava quanto fosse poco a suo agio con l’oggetto, visto che sembrava averlo preso in mano al contrario, ma non era vero, i codici a barre della biblioteca di Harvard sono messi proprio in quel modo. Una spia forse di quanto riteniamo preferibile che la lettura resti un’attività per iniziati.

Foto Getty.
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