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07:22 venerdì 4 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

In Italia nessuno decide mai niente, per questo Renzi ha vinto il congresso

La nostra vera malattia si chiama deficit di assunzione di responsabilità. La battaglia del neo segretario e quelli che vogliono sorpassare la terza via senza averla mai attuata.

10 Dicembre 2013

Oggi sul Foglio girotondo di opinioni sul plebisicito renziano. Qui di seguito il mio modesto contributo.

La vera malattia italiana si chiama deficit di assunzione di responsabilità. Nessuno decide mai niente. E non solo: guai a fare qualcosa che metta chicchessia nella condizione di dichiarare un obiettivo e poi venir giudicato sul raggiungimento o meno di esso, “ho questa cosa in mente e vorrei realizzarla così”. È su questo che Matteo Renzi ha stravinto il congresso del suo partito: ha dato l’impressione di voler uscire a tutta velocità dalla nube perenne di scelte rimandate, tavoli concertativi, assemblee di condominio in cui siamo infilati ormai da qualche decennio, e così più di un milione e mezzo di elettori ha avuto la sensazione di intravedere un raggio di quel sole vero, limpido e definitivo che si ci si gode solo dopo essersi lasciati alle spalle una lunga, lunghissima perturbazione.

Una delle critiche che viene fatta a Renzi è quella di voler riproporre una versione sbiadita della terza via clintoniana e blairiana con almeno tre lustri di ritardo. Un’altra, che si porta moltissimo in questi ultimi giorni, è quella di voler insistere su un sistema elettorale maggioritario e bipolarista, quando ormai di poli ne abbiamo tre. Un’altra ancora, quella che ha portato il traghettatore Epifani a sottolineare che “un segretario fortissimo in virtù dall’investitura popolare rende necessari contrappesi e riequilibri”, è l’accusa di voler ricorrere allo schema dell’uomo solo al comando. C’è insomma un partito trasversale che vorrebbe lasciarsi alle spalle i Clinton e i Blair (ma anche gli Schroeder e le Thatcher) senza che l’Italia li abbia mai avuti, che vorrebbe tornare a una legge elettorale che fa governare tutti per non far governare nessuno, che vorrebbe continuare a legittimare i leader col bilancino. Questo partito, suo malgrado, è il miglior alleato di Renzi. Il quale ora ha il difficile compito di riuscire, con pochi e chiari atti concreti, a dimostrare che la stabilità fine a se stessa serve a poco quando stai volando in mezzo alla stesso temporale da anni. E che urge qualcuno che, anche bruscamente e grossolanamente, si prenda la responsabilità di tirare indietro la cloche per puntare decisamente più in alto. C’è una bella fetta di Italia che non aspetta altro.

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