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01:34 giovedì 6 agosto 2026
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.

Imen Jane e l’economia politica su Instagram

Ha conquistato i suoi 182 mila follower con stories in cui parla di affari internazionali, economia e politica: sabato 30 novembre sarà con noi a Studio in Triennale.

di Studio
25 Novembre 2019

24 anni, nata a Varese da genitori marocchini, laureata in Economia ed amministrazione d’impresa alla Bicocca di Milano, Imen Boulahrajane ha conquistato i 182 mila follower del suo profilo Instagram con sequenze di stories in cui parla di affari internazionali, economia e politica. Come ha recentemente raccontato a D e Donna Moderna, tutto è cominciato una domenica pomeriggio, con la decisione un po’ improvvisa di caricare una sequenza di 26 stories in cui spiegava con parole semplici la crisi del 2008. L’esigenza nasceva dal desiderio di intavolare una discussione sulla crisi con i suoi amici, in occasione del decennale. In quel periodo, racconta, si è resa conto di come le cause, le conseguenze e le dinamiche di un evento così importante per la storia del nostro Paese, fossero ancora poco chiare a molti dei suoi coetanei (qualcuno non ancora non aveva capito cos’era lo spread).

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Che settimana! Difficile da dimenticare il quasi infarto sullo Scalone d’onore al Quirinale da cui sono passati Capi di Stato e di Governo, le corse a Termini, le risate del tassista per il mio imbarazzante affanno, il make-up improvvisato sul bagno del frecciarossa, una sveglia non sentita che mi stava facendo perdere l’importante cerimonia che ogni anno il Presidente della Repubblica ospita in occasione dei Giorni della ricerca @airc.it Difficile poi seguire attentamente il discorso del Presidente quando lo sguardo ti scappa sugli arazzi, i fregi e i soffitti dorati delle sale, il tutto mentre Mario Draghi stava tenendo il suo ultimo discorso da Governatore della BCE. Nel mezzo bisognava trovare il tempo di conciliare lavoro, incontro con il @ilsole_24ore alla IULM, compleanni di amici vecchi e nuovi e lauree di cugini. Per poi sentirmi dire al pranzo da mia madre che non faccio abbastanza movimento! Grazie mamma, grazie a tutti.

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Le sue stories e i suoi contenuti hanno riempito un vuoto, dando una risposta a un bisogno inespresso. Lo dice lei stessa: «Le mie sorelle di 14 e 20 anni non guardano la tv né leggono i giornali: il loro canale di informazione sono i social». La fame di sapere e capire come funzionano le cose, però, esiste ancora. E allora Imen, che si definisce «una divulgatrice con un progetto di comunicazione editoriale», spiega la flat tax, il reddito di cittadinanza, la manovra, la crisi del 2008. «Mi ispiro un po’ all’Economist e un po’ a Ian Bremmer», ha raccontato a D, «grande columnist del Time che ha creato G-Zero, una sorta di think tank estremamente autorevole ma anche social». Boulahrajane è la dimostrazione che esiste un modo utile e intelligente di usare i social, producendo contenuti in grado di informare e stimolare il dibattito. Le critiche che riceve «mirano sempre ad aggiungere qualcosa più che a puntare il dito»: è una delle poche “influencer” che possono vantarsi di non avere hater, anzi, sono in molti a scriverle: «grazie, finalmente ho capito».

Imen Boulahrajane sarà con noi sabato 30 novembre in occasione di Studio in Triennale, due giorni di dibattiti e interviste dedicati a media, cultura, innovazione, design, stili di vita, sport e ambiente, durante il quale presenteremo il nuovo numero di Rivista Studio, in edicola dal 29 novembre. Alle 16:30 parleremo con lei dei cambiamenti che attraversano i media femminili tradizionali, delle nuove community online e del superamento della tradizionale distinzione tra media femminili e maschili. Insieme a Imen Boulahrajane ci saranno Annalisa Monfreda (direttrice di Donna Moderna), Francesca Delogu (direttrice di Cosmopolitan) e Cristina Fogazzi (Estetista Cinica). Vi aspettiamo!
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