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12:41 venerdì 5 giugno 2026
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.

Il videogame basato sul Watergate

07 Maggio 2013

«È il giugno 1972. Sei Bob Woodward, intrepido reporter del Washington Post. Hai 29 anni. È il tuo primo anno nel mestiere». Inizia così il gioco Watergate – The Video Game che – i più acuti ci saranno già arrivati – si basa sul noto scandalo del 1972, quello che portò all’impeachment e alle dimissioni dell’allora presidente americano Richard Nixon.

Lo sviluppatore (improvvisato) del gioco in Flash, lo scrittore Samuel Kim, l’ha creato chiudendosi per sei mesi nel suo appartamento con «un laptop, una copia con le orecchie agli angoli di Tutti gli uomini del presidente e tre libri sulla programmazione di videogiochi».

Ed il risultato, ispirato ad una delle colonne portanti del genere point-and-click negli anni Ottanta, Shadowgate, è quantomeno curioso: se inizialmente impersonare il leggendario Bob Woodward riporta alla ricostruzione integerrima del libro dello stesso Woodward e di Carl Bernstein, presto il giocatore si trova a disseppellire lo scheletro di Checkers Nixon – il cane di famiglia reso celebre da un discorso del settembre 1952 – e ad affrontare H.R. Haldeman (chief of staff di Nixon) con un’enorme spada.

Ah, e poi succede questo:

E, se tutto va bene, alla fine quest’altro:

(via)

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