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Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’IDF in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché ne hanno parlato in NAZA Il primo ministro vuole sapere chi sono e chiede di incriminarli per aver danneggiato gli interessi del paese.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e lo devi innaffiare Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.
In Finlandia c’è la prima edizione del “Quietchella”, un festival in cui si va nella foresta e si sta in silenzio ad ascoltare i suoni della natura Il vero nome dell'evento è Hiljaa Fest, che significa festival in silenzio. Si tiene nel parco nazionale di Valkmusa fino al 31 ottobre e il programma ufficiale prevede esibizioni di questi artisti: vento, fagiano di monte, muschio delle torbiere e della falena rämekulmumittari.
Per sabotare anche le lezioni in DAD, gli studenti francesi stanno invitando a partecipare decine di sconosciuti che fanno un fracasso infernale finché la lezione non salta Li chiamano e-blocus: fanno girare i link delle videolezioni, in modo che diventino così caotiche che il docente non può che lasciar perdere.
Il protagonista della campagna elettorale in Brasile è diventato il “Bono della Paulista”, un ragazzo fisicatissimo che è andato a manifestare per Lula a petto nudo, con la tuta, la balaclava e la bandiera della Palestina Si chiama Israel Augusto Gomes dos Santos, ha 24 anni e vive a San Paolo. Fino a ieri aveva 380 follower su Instagram. Oggi ne ha 300 mila.
Hannah, Marnie, Shoshanna e Jessa hanno fatto una videocall per annunciare l’arrivo della nuova stagione di Girls Lena Dunham ha proposto una reunion e tutti hanno subito accettato, non prima di aver ricreato, in pochi secondi, le dinamiche disfunzionali che avevamo imparato ad amare.
In Indonesia si sono accorti che l’unico modo per diffondere gli allarmi terremoto in tutto il Paese è usare gli altoparlanti dei minareti In un Paese con centinaia di migliaia di moschee sparse su tutto il territorio, gli altoparlanti usati da muezzin sono l'unica rete di sirene già pronta.

Il ritorno del Codex Seraphinianus

21 Ottobre 2013

Ogni tanto un libro italiano, anche se non un romanzo letterario di facile lettura, sfonda i confini dell’editoria nazionale e diventa un caso in tutto il mondo. Nelle ultime settimane il fenomeno è accaduto al Codex Seraphinianus, un volume illustrato a opera di Luigi Serafini, artista e architetto italiano nato nel 1949. Il Codex fu stampato per la prima volta nel 1981 dall’editore Franco Maria Ricci.

Ultimamente la fama del libro è arrivata fino alle pagine del New York Magazine, e molte copie sono state vendute a prezzi molto alti su eBay. La popolarità del Codex è dovuta principalmente alla sua natura visionaria e poco intelligibile: Serafini ha riempito le pagine con illustrazioni disegnate e colorate a mano, e con un testo scritto in una lingua sconosciuta e inesistente. Anche le immagini (più di mille) significano poco: sono scene fantastiche, oggetti o animali irreali riprodotti in modo simile a quello delle tavole tassonomiche o mediche.

Il Codex, in realtà, godette di una discreta fama già molti anni addietro. Italo Calvino fu uno dei più grandi sponsor dell’opera, e ne scrisse anche una prefazione, paragonando Luigi Serafini a Ovidio e definendo il libro «l’enciclopedia di un Visionario». Anche Roland Barthes si schierò nelle file degli entusiasti del Codex, e la compagnia si allargò a Tim Burton, Giorgio Manganelli, e al coreografo Philippe Decouflé che ne trasse ispirazione per la cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Albertville (qui i video di tutta la cerimonia).

Ne furono edite in tutto sei edizioni, e innumerevoli trattati critici o articoli ne hanno trattato la visionarietà o la singolarità di linguaggio. Da chi continua ancora oggi a tentare di decodificare la strana scrittura di Seragini a chi ha affermato che sia un tentativo di comunicazione con una razza aliena, nonostante Serafini stesso abbia spiegato che non c’è nessun significato dietro gli strani ideogrammi con cui ha corredato le pagine della sua opera. Per facilitare le cose Serafini ha anche allegato alla sesta edizione (Rizzoli, 2006) del Codex un libretto chiamato Decodex, per decodificare il libro. Anche The Believer, il magazine letterario fondato da Dave Eggers, ha dedicato spazio al Codex Seraphinianus: un lungo articolo del 2007 a firma di Justin Taylor.

Su Internet si possono trovare moltissime immagini di pagine del Codex Seraphinianus,  ma la notizia migliore la dà lo stesso New York Magazine: Rizzoli stamperà una nuova edizione dell’opera, anche se il prezzo non sembra dei più abbordabili: 125 dollari.

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