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01:33 giovedì 2 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

Il problema del rifornimento di cibo a New York

22 Ottobre 2013

Quando si pensa a New York – la Capital of the World, come amava chiamarla l’ex sindaco Rudolph Giuliani – l’ultima cosa che viene in mente è la mancanza di cibo. Eppure, come rivela il sito The Atlantic Cities, la megalopoli americana ha problemi strutturali nel sistema di produzione e consegna dei prodotti alimentari.

La situazione ha mostrato tutta la sua precaria fragilità l’autunno scorso, quando – di questi tempi – l’uragano Sandy ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti. In quel periodo, l’assenza di scorte di combustibile e i frequenti blackout hanno reso un calvario la riapertura di mercati e supermercati della Grande Mela. Met FoodMarkets, una piccola catena di Lower Manhattan, ha dovuto attendere due settimane per tornare ai suoi ritmi di rifornimento naturali, che Sandy aveva reso impossibili a causa della chiusura di diversi ponti e sottopassaggi. «La gente può venire qui solo se è in grado di farlo», detta con le parole di Franklin Fernandez, responsabile di Met.

Anche se non è stata la prima volta che i newyorchesi sono stati colpiti da un evento simile (ci furono enormi blackout nel 1977 e nel 2003, nonché l’uragano Irene nel 2011), gli effetti di Sandy hanno avuto riverberi importanti sulla vita cittadina. Il motivo va ricercato innanzitutto nell’evoluzione della catena di rifornimento alimentare di New York: se fino agli anni Ottanta il Meat Packing District era il nodo nevralgico dell’industria alimentare, una zona interamente occupata da magazzini e centri di smistamento, oggi il cibo viene conservato a centinaia di chilometri di distanza, spesso fino in Pennsylvania.

Questo avviene perché le policy delle grandi aziende che gestiscono il flusso di prodotti alimentari negli States – si pensi a WalMart e Sysco – sono orientate a mantenere magazzini di dimensioni ridotte, al fine di far fronte soltanto alla domanda più immediata (una strategia anche conosciuta come “just-in-time”). Quando Sandy ha colpito la costa est, molti camion di rifornimenti sono rimasti intrappolati da strade e ponti inutilizzabili, rendendo così più difficoltoso l’approvvigionamento dei newyorchesi, che per queste scelte è diventato strettamente dipendente dallo stato delle infrastrutture e dalla regolarità del servizio.

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