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È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.
Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
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Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
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La CDU, il partito di maggioranza in Germania, vuole abolire il diritto di lavorare part time Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.

Il potere del cane ha superato Roma diventando il film Netflix più premiato

18 Gennaio 2022

Da quando Netflix è diventato uno dei colossi dell’intrattenimento, da quando ha cominciato a produrre film originali, da quando ha iniziato ad attrarre i migliori talenti disponibili davanti e dietro la cinepresa, da quando ha smesso di essere “soltanto” una piattaforma streaming ed è diventato uno dei protagonisti dell’industria dell’intrattenimento, ha avuto un solo, grande, fondamentale, impossibile e irraggiungibile obiettivo: arrivare a vincere l’Oscar per il miglior film con uno dei suoi “originals”. Negli anni Netflix si è avvicinato sempre di più a questo obiettivo, un passo alla volta, un film sorprendente dopo l’altro, aprendo anche un dibattito culturale sulla trasformazione che questi nuovi protagonisti del mondo dell’entertainment stanno realizzando. Adesso, Netflix sembra davvero vicina all’obiettivo che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile, forse Il potere del cane di Jane Campion sarà il film con il quale Netflix potrà finalmente aggiungere l’Oscar per il miglior film a una già affollatissima bacheca dei premi.

Finora Il potere del cane ha ampiamente rispettato le aspettative: con quello assegnato dai North Dakota Film Critics, sono 21 i premi vinti fin qui nella categoria “Miglior film”. Un numero piuttosto importante, questo: è il numero, infatti, che permette al film di Jane Campion di superare Roma e di diventare il lungometraggio Netflix più premiato di sempre (sempre considerando soltanto la categoria dedicata al miglior film). Questo numero 21 ha anche un’importanza particolare in vista della cerimonia degli Oscar che verrà: conferma, infatti, che Il potere del cane è uno dei film favoriti a vincere il premio cinematografico più importante e desiderato del mondo.

Nelle ultime tre occasioni, Netflix è andata vicinissima alla vittoria ma alla fine si è sempre dovuta arrendere: Roma sembrava favorito ma alla fine ha dovuto cedere il passo a Green BookThe Irishman sembrava fatto apposta per portare a casa la statuetta che poi è stata vinta da ParasiteMank sembrava la terza volta che di solito è quella buona e invece alla fine a spuntarla fu Nomadland. Mancano undici giorni soltanto all’inizio delle votazioni che assegneranno gli Oscar, e i film “seriamente” candidati alla vittoria finale a questo punto cominciano a staccarsi dai titoli “minori”: stando a quanto riporta Variety, in questo momento nella categoria “Miglior film” pare esserci una sfida tra Il potere del cane Belfast. Il problema con questo tipo di previsioni, però, è che sono sempre basate sulle sensazioni ricavabili da quello che pensano, dicono e scrivono i critici cinematografici. A decidere chi vince l’Oscar, però, non sono i critici.

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