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Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.
A Balenciaga piace così tanto Substack che è diventata la prima maison di moda a farci una partnership La maison utilizza la piattaforma da tempo: lì ha annunciato l'arrivo di Piccioli e fa anche le dirette streaming delle sfilate
Oltre a quella di Nolan, quest’anno uscirà anche un’altra Odissea: un audiolibro lungo 13 ore narrato dalla voce di Michael Caine clonata con l’AI L'ha fatto l'azienda AI ElevenLabs e sì, Michael Caine ha dato il consenso a clonare la sua voce e no, l'audiolibro non c'entra niente con il film.
Quella per trovare l’ombra, quella per cercare le fontanelle, quella per lamentarsi del caldo e tutte le app di cui abbiamo scoperto di avere un disperato bisogno per colpa dell’ondata di caldo E si chiamano rispettivamente shademaps.app, fontanelle.org e troppocaldo.it. Difficilmente potremo farne a meno nel futuro.
La Filmoteca Española, la Cineteca Nazionale italiana, la Cinémathèque Française e il Filmmuseum di Monaco lavoreranno assieme per ricostruire il leggendario Don Chisciotte di Orson Welles Un'"alleanza" per compiere un'impresa considerata impossibile: portare finalmente a termine il sogno che Welles inseguì per tutta la vita.
Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.

Il miracolo economico indiano è solo un lontano ricordo?

Da leader dei BRICS a paese paralizzato dalla corruzione e non più in grado di attrarre investimenti: storia del declino economico dell'India.

30 Agosto 2013

La situazione economica indiana da anni richiama l’attenzione di economisti e studiosi di crescita economica degli Stati emergenti. Gli stessi economisti indiani hanno a lungo indugiato sulla condizione particolare del loro paese, usando termini come «miracolo economico» e «la storia indiana».

Ne avevano motivo, intendiamoci: nell’ultimo decennio il Pil è cresciuto a ritmi forsennati, che a più riprese hanno toccato quota +10%. Ultimamente, però, l’economia di Nuova Delhi ha iniziato a singhiozzare, facendo segnare dati di crescita dimezzati, ovvero attestati attorno al +5%.

Quello della crescita non è l’unico dato a fare preoccupare, a dire il vero: la vendita di automobili ha registrato valori negativi per la prima volta negli ultimi 12 anni, e da maggio la rupia indiana, la valuta nazionale, ha perso il 16% del suo valore a vantaggio del dollaro americano, aumentando i rischi di inflazione per un Paese largamente dipendente dalle importazioni di combustibile.

Uno dei motivi principali dietro questa impasse economico sta nell’inattività del governo attuale, guidato dall’economista Manmohan Singh e preda di scandali di corruzione dal 2010 che ne hanno annichilito l’efficacia: per non compromettere ulteriormente la sua immagine, l’esecutivo non osa proporre riforme impopolari, come racconta il Christian Science Monitor. «Le crisi politiche hanno lasciato al governo poco spazio di manovra, ed è preoccupato da prendere decisioni economiche che sarebbero controproducenti sul piano politico», ha dichiarato in merito il commentatore politico indiano Ajoy Bose.

Al contrario, il governo Singh ha optato per ripulire la sua immagine adottando provvedimenti populistici: «Attorno al 2006-2007 il governo ha iniziato a innalzare il prezzo minimo per l’acquisto del grano dagli agricoltori. L’ha aumentato del 35% in tre anni. Ecco perché l’inflazione in India continua ad essere alta nonostante il relativo dato mondiale sia sceso dopo il 2009», ha chiosato in merito lo studioso Surjit Bhalla.

Per quanto l’India non sia l’unico membro dei Bric ad aver sofferto il ritorno economico degli Stati Uniti, la sua economia è quella ad aver risentito maggiormente dei cambiamenti degli ultimi anni. Il problema, secondo gli analisti, sarebbe innanzitutto politico.
 

Nella foto: un mercato di Mumbai.

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