Hype ↓
16:58 mercoledì 7 gennaio 2026
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.

Il creatore di Dilbert sbrocca online

02 Maggio 2011

Fino a un mese fa, se chiedevi a qualcuno chi era Scott Adams, ti potevi sentir rispondere «un fumettista ricco e famoso», oppure «quello che ha inventato Dilbert», al massimo «…ho letto che aveva dei problemi di salute fisica». Oggi è Scott Adams, lo psicopatico.

In breve: Adams si era fabbricato un alias – “PlannedChaos” – il cui scopo era parlare bene di se stesso online. La pratica si chiama sockpuppeting, i più abili la usano non per darsi pacche sulla spalla, ma per attaccarsi da soli e fare pena/simpatia agli altri. Adams aveva scelto la prima opzione. E non usava quella maschera anche per chiacchierare a ruota libera, senza dover aprire ogni porta dicendo «salve, sono il creatore di Dilbert»: lui la usava soltanto per scrivere «Scott Adams è un genio e voi siete tutti invidiosi o troppo scemi per capirlo». (Screenshot, prego.)

Una volta preso in fallo, dopo circa un anno dalla nascita di “PlannedChaos”, ovviamente Adams non ha detto «ho fatto una cazzata, andiamo avanti»: ha detto, SONO STATO COSTRETTO A FARLO PERCHE’ GLI INTERNETS NON SONO  DAVVERO DEMOCRATICI. Notate che l’uomo in questione ha un blog molto visitato, aggiornato spesso, e che se voleva parlare di sé – o spiegare la sua posizione su un argomento – aveva già il posto migliore per farlo. Poi, certo, su quel blog scrive cose come «la società tratta le donne diversamente per lo stesso motivo per cui tratta diversamente gli handicappati o i bambini piccoli: perché così la vita è più semplice per tutti». Roba che Michael Scott a confronto è Susanna Agnelli, però almeno si assume la paternità di quello che pensa. Mentre qui la sua giustificazione è, «se difendo me stesso dicendo sono io non ho credibilità». Che sia l’estremo tentativo di razionalizzare un comportamento insano, lo può testimoniare il fatto che l’alias pestifero non entrava in scena sui siti dedicati al fumetto, ma su Metafilter e su Reddit, quest’ultimo patria di conversazioni quali Ho scopato la figlia di Bob Geldof, ecco le foto. E se Adams non è il primo artista a combinare un pasticcio simile (la lista è lunga, compresi gli scrittori che si auto-incensano su Amazon), forse è il più testardo a difendere la bontà del proprio operato. Come se un giorno avesse deciso di cancellare la sua vera identità, per assumere quella di nuovo re dei troll.

Capita sempre più spesso, a persone che non sono trattenute e infelici come il narratore di Fight Club, ma tracciano una perfetta equivalenza tra “maschio, bianco, over-40, benestante, autorevole” e “oh no, la società mi obbliga a reprimere il mio vero io”. È la prova (se ce n’era bisogno) che nessuno può mai dirsi al riparo da un episodio alla Charlie Sheen. La sbroccata trionfale dopo di cui tutti ti guardano e ti segnano a dito e dicono WHAAAAT, e non perché tu sia finito tuo malgrado sotto i riflettori, ma perché hai rovesciato il contenuto del tuo soggiorno in strada, e hai telefonato alla CNN, e stai continuando a telefonare, e stai continuando a buttare mobili in strada. Mi dicono che Warren Ellis usava intervenire nei forum dove si parla del suo lavoro, e che a ogni critica rispondeva «adesso vengo lì e ti brucio la casa». Un mese fa pensavo ma Warren Ellis, c’hai quarant’anni, perché vai a litigare sui forum; adesso Warren Ellis sta cominciando a sembrarmi l’adulto responsabile, qui. Tocco finale: visto che il portale Gawker ha seguito la storia con particolare voluttà, Scott Adams paragona Gawker ai nazisti. Ecco, ci mancava giusto Hitler. Questo sì che è trolling di livello – pardon, «coraggiosa difesa della libertà di opinione». Ne prendo due, grazie.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.