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21:07 giovedì 12 febbraio 2026
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.

Come le malattie hanno ridisegnato il bagno moderno

14 Aprile 2020

«Se dovessi costruire una nuova casa adesso, aggiungerei sicuramente un’anticamera prima del bagno. Una sorta di zona di transizione, di vestibolo in cui lasciare le cose sporche. Guanti, chiavi, occhiali». È quanto ha raccontato Lloyd Alter, ex architetto e docente di Storia del Design alla Ryerson School of Interior Design di Toronto, che ha spiegato come e perché le epidemie nel corso del tempo abbiano radicalmente influenzato l’architettura delle case, ma soprattutto dei bagni, riflettendo sul modo in cui il Coronavirus potrebbe modificare le modalità in cui vengono progettati gli spazi abitativi.

Si tratterebbe, secondo CityLab, di una convergenza di progressi nella scienza, nelle infrastrutture, negli impianti idraulici e dei servizi igienico-sanitari, i cui sviluppi sono sempre storicamente legati al diffondersi (e alla prevenzione) delle malattie. «Il bagno moderno si è sviluppato accanto a focolai di tubercolosi, colera e influenza», dice Alter, spiegando che i rivestimenti murali, i pavimenti e le finiture sono stati implementati, in parte, anche per promuovere la salute e l’igiene della casa durante le emergenze di salute pubblica. Una direzione in cui i progettisti si muovono sin dalla fine dell’800, quando le condizioni di affollamento nelle città e la scarsa qualità delle acque e dei servizi igienico-sanitari avevano reso le metropoli terreno fertile per il prolificarsi di una serie di agenti patogeni.

Un tipico bagno del 1884, dagli archivi della Public Library di New York.

«All’epoca erano solo i ricchi a possedere i vasi da notte che, verso il 1884 fecero rinchiudere in appositi stanzini di legno riccamente decorati, completi di lavandini, vasca da bagno e altri mobili per “nascondere” la reale funzione dello spazio, Ma questo rendeva quegli spazi ancora più insalubri», continua Alter. Verso i primi del ‘900, i medici scoprirono che i servizi igienici, collegati al sistema fognario pubblico, potevano essere utili per fermare la diffusione di malattie infettive, tanto che iniziarono ad essere apportate numerose modifiche, e non solo nelle case. Nel suo libro del 2008, Light, Air and Openness, per esempio, lo storico dell’architettura Paul Overy ha esposto quante caratteristiche del design moderno hanno avuto origine negli ospedali e nei sanatori, a partire dal colore delle pareti. «La carta da parati sparì, in favore di muri sempre più bianchi come quelle dei sanatori» ha scritto, «Tanto che il bianco è diventato di gran moda perché si pensava che una maggiore luce nella stanza sarebbe stata un ottimo disinfettate».

Le novità del ‘900 sono state molte. Rimossi dalle progettazioni i bagni dell’epoca vittoriana, l’igiene sarebbe dovuta essere il futuro. Sbarazzarsi di tutto ciò che non poteva facilmente essere lavato divenne necessario: i pavimenti in legno sono stati sostituiti dalle piastrelle, o dal linoleum, tessuti più leggeri come il lino hanno soppiantato pesanti drappeggi perché non solo erano più facili da lavare, ma lasciavano entrare più aria e luce solare. La preoccupazione per l’igiene e la diffusione delle malattie infettive ha spinto anche un’altra innovazione progettuale: i secondi bagni. Nelle case a più piani, i bagni erano in genere situati al secondo piano, vicino alle camere da letto, ma quando scoppiò l’epidemia di influenza nei primi anni del 20° secolo, alcuni proprietari di case aggiunsero un piccolo bagno di servizio, per gli ospiti. «Nel frattempo si è evoluto anche il gusto», conclude Alter, «tra art déco e stile minimalista. Ma tutto doveva e dovrà sempre essere pulito».

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