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È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
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Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.

Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi

A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

11 Febbraio 2026

Si sa che l’umiltà non è il pregio di Big Tech. Forse basta sapere questo per capire il senso e lo scopo di una recente decisione finanziaria presa da Alphabet, l’azienda proprietaria di Google. Come si legge su Cnn, Alphabet ha appena fatto una cosa piuttosto strana persino per un’azienda della Silicon Valley: emettere un’obbligazione a 100 anni, come dicono quelli che masticano il dialetto della finanza.

Per chi invece questo dialetto non lo mastica: un’obbligazione a 100 anni è come una qualsiasi altra obbligazione, con l’unica differenza che matura gli interessi previsti ed è consentito incassarla tra 100 anni, appunto. In sostanza, è come scommettere contro John Maynard Keynes, economista famoso, tra le altre cose, per aver detto che sul lungo termine saremo tutti morti. Tutti tranne Google, evidentemente, secondo Google. A parte la curiosità inevitabile quando si scopre di una possibilità di investimento così peculiare, gli esperti e gli analisti in queste ore stanno cercando di capire perché Alphabet abbia deciso di ricorrere a uno strumento di finanziamento così inusuale e, per certi versi, estremo. È bene qui ricordare che si parla di un’azienda che sul mercato è valutata 4 mila miliardi di dollari e che ogni anno “muove” 73 miliardi di dollari. Che bisogno ha un’azienda come questa di chiedere soldi in prestito, addirittura emettendo un’obbligazione a scadenza 2126? La risposta sta in due lettere, le solite due lettere: AI. Google, infatti, ha intenzione di raddoppiare, nel 2026, i suoi investimenti in intelligenza artificiale: significa arrivare a spendere in questo settore soltanto 185 miliardi di dollari. Tanti, persino per una multinazionale che ha a disposizione 126 miliardi di dollari cash on hand per gli investimenti.

Ma, intenzioni a parte, questa mossa di Google ha senso da un punto di vista finanziario e industriale? Se gli investimenti in AI pagheranno, nessuno al momento può saperlo. Il rischio che non paghino e che la bolla, prima o poi, scoppi, c’è ed è importante. Forse è per questo che Google ha emesso un bond centenario: nel frattempo i soldi arrivano – e neanche pochi: dall’emissione ha già raccolto 32 miliardi – poi a come andranno le cose nel settore AI ci penserà chi di dovere tra 100 anni. Posto che ci sia ancora qualcuno, su questa Terra, tra 100 anni. Nel frattempo, chi acquista il bond adesso l’unica cosa che può fare è aspettare e sperare che nel frattempo qualche altra azienda inventi un elisir di lunga vita o scopra l’equivalente dell’Ozempic per l’immortalità.

Certo, c’è da dire anche che i precedenti di bond centenari non sono entusiasmanti. IBM, JC Penney e Motorola, queste le ultime tre aziende americane che hanno emesso un bond a 100 anni. IBM e Motorola hanno perso la posizione di dominatori dei rispettivi mercati, che ricoprivano al tempo dell’emissione del bond. JC Penney è un’azienda che non esiste più, è fallita. Chissà che ne è stato, di quel bond a 100 anni che aveva emesso.

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E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.