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14:32 giovedì 23 luglio 2026
Il film più strano della prossima Mostra del Cinema di Venezia è senza dubbio Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario su Bernardo Bertolucci lungo più di 7 ore Nel presentarlo, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha assicurato che «si rimane inchiodati allo schermo per sette ore, noi abbiamo fatto questa esperienza senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo».
In Spagna è stata costruita una nuova “superciclabile”: è lunga 2180 km e attraversa 168 Comuni Oltre che due parchi nazionali, sette parchi naturali, due geoparchi riconosciuti dall’Unesco, tutti nella regione di Castilla-La Mancha.
Uno scultore italiano ha speso 100 mila dollari per scolpire una statua di Charlie Kirk che però nessuno gli ha chiesto e nessuno vuole Sergio Furnari ha lanciato un crowdfunding per coprire i costi dell'opera (che vuole esporre a Times Square). Finora ha raccolto 8 mila dollari. Su 150 mila richiesti.
Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.
Ad aumentare il rischio di incendi adesso c’è anche il fatto che sui “mercati predittivi” si può scommettere sugli incendi Quanti acri consumeranno le fiamme, quali quartieri verranno raggiunti, quando gli incendi saranno domati: ci sono piattaforme sulle quali si può scommettere su tutto questo.
Barry Jenkins si unisce all’ormai lunghissima lista di grandi registi che hanno firmato una campagna per Prada La campagna si intitola Simple Stories e tra i protagonisti ci sono Hunter Schafer, Kelvin Harrison Jr, Troye Sivan e Chen Haoyu.
Un rider ha vinto il più importante premio letterario della Cina, con una raccolta di poesie sui rider della Cina Wang Jibing si è portato a casa il Premio Letterario Lu Xun con la raccolta di poesie Low Flight, basata su 200 interviste fatte a colleghi rider.
Mamdani ha detto che farà tutto ciò che è in suo potere per far arrestare Netanyahu quando andrà a New York a settembre Ha detto anche che lui non ha l'autorità per farlo, ma "sfida" il governo federale, cioè Trump, a eseguire l'arresto.

Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi

A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

11 Febbraio 2026

Si sa che l’umiltà non è il pregio di Big Tech. Forse basta sapere questo per capire il senso e lo scopo di una recente decisione finanziaria presa da Alphabet, l’azienda proprietaria di Google. Come si legge su Cnn, Alphabet ha appena fatto una cosa piuttosto strana persino per un’azienda della Silicon Valley: emettere un’obbligazione a 100 anni, come dicono quelli che masticano il dialetto della finanza.

Per chi invece questo dialetto non lo mastica: un’obbligazione a 100 anni è come una qualsiasi altra obbligazione, con l’unica differenza che matura gli interessi previsti ed è consentito incassarla tra 100 anni, appunto. In sostanza, è come scommettere contro John Maynard Keynes, economista famoso, tra le altre cose, per aver detto che sul lungo termine saremo tutti morti. Tutti tranne Google, evidentemente, secondo Google. A parte la curiosità inevitabile quando si scopre di una possibilità di investimento così peculiare, gli esperti e gli analisti in queste ore stanno cercando di capire perché Alphabet abbia deciso di ricorrere a uno strumento di finanziamento così inusuale e, per certi versi, estremo. È bene qui ricordare che si parla di un’azienda che sul mercato è valutata 4 mila miliardi di dollari e che ogni anno “muove” 73 miliardi di dollari. Che bisogno ha un’azienda come questa di chiedere soldi in prestito, addirittura emettendo un’obbligazione a scadenza 2126? La risposta sta in due lettere, le solite due lettere: AI. Google, infatti, ha intenzione di raddoppiare, nel 2026, i suoi investimenti in intelligenza artificiale: significa arrivare a spendere in questo settore soltanto 185 miliardi di dollari. Tanti, persino per una multinazionale che ha a disposizione 126 miliardi di dollari cash on hand per gli investimenti.

Ma, intenzioni a parte, questa mossa di Google ha senso da un punto di vista finanziario e industriale? Se gli investimenti in AI pagheranno, nessuno al momento può saperlo. Il rischio che non paghino e che la bolla, prima o poi, scoppi, c’è ed è importante. Forse è per questo che Google ha emesso un bond centenario: nel frattempo i soldi arrivano – e neanche pochi: dall’emissione ha già raccolto 32 miliardi – poi a come andranno le cose nel settore AI ci penserà chi di dovere tra 100 anni. Posto che ci sia ancora qualcuno, su questa Terra, tra 100 anni. Nel frattempo, chi acquista il bond adesso l’unica cosa che può fare è aspettare e sperare che nel frattempo qualche altra azienda inventi un elisir di lunga vita o scopra l’equivalente dell’Ozempic per l’immortalità.

Certo, c’è da dire anche che i precedenti di bond centenari non sono entusiasmanti. IBM, JC Penney e Motorola, queste le ultime tre aziende americane che hanno emesso un bond a 100 anni. IBM e Motorola hanno perso la posizione di dominatori dei rispettivi mercati, che ricoprivano al tempo dell’emissione del bond. JC Penney è un’azienda che non esiste più, è fallita. Chissà che ne è stato, di quel bond a 100 anni che aveva emesso.

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