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12:52 lunedì 25 maggio 2026
L’anteprima della nuova serie di Zerocalcare al Circo Massimo è diventata uno dei più grandi “festival” dell’estate italiana Un evento gratuito, al Circo Massimo, con migliaia di persone in coda per giocare ai videogiochi, ascoltare musica e guardare Due spicci, la nuova serie del fumettista.
La FAO ha detto che ci restano soltanto sei mesi per evitare una crisi alimentare in tutto il mondo Per l’agenzia, saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture.
Su RaiPlay è stato pubblicato per la prima volta Sulla carta sono tutti eroi, uno speciale del 1984 dedicato ad Andrea Pazienza, con Andrea Pazienza La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.
Sandra Hüller potrebbe stabilire un record che si credeva impossibile: essere candidata all’Oscar 4 volte, per 4 film diversi, nello stesso anno L'attrice potrebbe ricevere una nomination per tutti i film che ha fatto nel 2026: Fatherland, Rose, Project Hail Mary e Digger.
Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.

Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero

L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

12 Febbraio 2026

Da giugno scorso, quando Anna Wintour ha annunciato il suo addio alla direzione di Vogue Us, e la conseguente nomina di Chloe Malle al suo posto, molti si sono chiesti cosa sarebbe cambiato per la rivista considerata comunemente “la Bibbia della Moda” . Una nuova direttrice elder-millennial; un’industria dell’editoria che ha cambiato totalmente volto rispetto a 37 anni fa, quando Wintour arrivò da Condé Nast; un grado maggiore di consapevolezza collettiva rispetto alle tante criticità e idiosincrasie del settore: come si affrontano queste sfide? Sostanzialmente, è questo quello che la reporter del New York Times Jessica Testa ha chiesto alle due, in un video girato negli uffici della redazione. La peculiarità della situazione di Malle è però che nel frattempo, Anna Wintour è divenuta Chief Content Officer mondiale e direttore editoriale globale di Vogue,  lasciando il suo ruolo precedente per assumere una posizione ancora più alta, rimanendo quindi figura alla quale Malle deve fare riferimento e alla quale deve chiedere approvazione (ne avevamo parlato qui).

Il linguaggio del corpo e lo sguardo, soprattuto di Wintour, hanno però causato diverse reazioni nel web: Amy Odell, autrice del podcast Back Row, un passato al New York Magazine e al Time, e firma dietro la bio (non autorizzata) Anna: The biography ha parlato di un atteggiamento “sprezzante della Wintour”. Il riferimento è al momento nel quale Chloe Malle ha citato il percorso quasi quarantennale dell’ex direttrice, dicendosene ispirata, e Wintour, dandole le spalle, ha riso. Inoltre, quando Testa ha chiesto a Malle, “cosa faresti se avessi il budget di Vogue negli Anni 90?”, Malle ha risposto citando alcune migliorie, tra le quali “un nuovo studio per i podcast, pagherei tutti il 30% in più, mi assicurerei che la squadra dedicata ai social abbia più persone, perché lavorano tutto il tempo». Anna Wintour ha colto l’occasione per rimarcare che “il budget di Vogue è molto sano”. Una risposta che contrasta comunque con le più recenti notizie che arrivano da Condé Nast: a novembre quattro dipendenti della casa editrice sono stati licenziati in tronco, per essere andati di fronte all’ufficio del capo delle risorse umane a chiedere risposte rispetto alla strategia dell’azienda, e anche la chiusura di Teen Vogue (che è stato accluso a Vogue) ha portato a diversi licenziamenti.

Inoltre, il NYT ha chiesto perché alle sfilate della couture a Parigi di gennaio, la direttrice di Vogue US non è stata avvistata, mentre Wintour ha, come al solito, assistito agli show. «Chloe ha già molto lavoro qui, e abbiamo pensato che fosse più importante per lei rimanere da Vogue, piuttosto che seguire le sfilate». «Non è un passaggio della torcia, quanto il modo di Wintour di ricordarci chi è ancora al comando» sostiene Odell. «Questa non era una intervista, quanto una power move». Nel frattempo, però, le prime modifiche sono davvero arrivate: Vogue US avrà 8 numeri al posto dei classici dieci, con una carta diversa. Lo ha annunciato Condé Nast proprio a ottobre scorso, facendo spiegare il cambio di strategia ad Anna Wintour «Stiamo investendo nella carta stampata per renderla più speciale e d’impatto. Chiamo spesso il giornale cartaceo la nostra “passerella”, e stiamo facendo più spazio nell’anno per creare storie ambiziose sulla piattaforma digitale: è lì che possiamo essere versatili, agili e tempestivi, e si spera provare nuove cose».

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