Questo non è soltanto un film sulla realizzazione di un film (leggendario) o sulla storia di un movimento artistico (rivoluzionario). È soprattutto un invito a fermarsi e chiedersi: cos'è che vogliamo dal cinema di oggi e di domani?
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima
Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Oltre a comunicare che Apple Studios ha acquisito i pieni diritti di Severance da Fifth Season per un valore stimato intorno ai 70 milioni di dollari (da distributore, quindi, diventa proprietario), Deadline ha rivelato un po’ di novità sulla prossima stagione di una delle serie tv più belle degli ultimi anni (qui trovate la nostra recensione): le riprese della terza stagione di Severance inizieranno quest’estate. Se tutto va bene, quindi, le nuove puntate saranno disponibili nel corso del 2027. Sembra che l’obiettivo di Ben Stiller e Dan Erickson sia di arrivare a quattro stagioni e che Apple sia completamente d’accordo: la quarta stagione, quindi, sarà l’ultima. Erickson e Stiller, però, si dicono aperti all’idea di fare di più con l’universo di Severance: le possibilità includono un prequel, degli spin-off e versioni internazionali. Certo, preferiremmo non dover aspettare tre anni tra una stagione e l’altra: dobbiamo però ricordarci che questo lasso di tempo non è dovuto a ritardi produttivi o controversie contrattuali, ma serve agli autori per scrivere una sceneggiatura così complessa e garantire quindi l’altissima qualità della serie.
Questo non è soltanto un film sulla realizzazione di un film (leggendario) o sulla storia di un movimento artistico (rivoluzionario). È soprattutto un invito a fermarsi e chiedersi: cos'è che vogliamo dal cinema di oggi e di domani?
Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
Nel film di Nicolangelo Gelormini, ispirato a uno dei più sconvolgenti casi di cronaca nera italiana, c'è una riflessione di cui non si è parlato abbastanza: quella secondo la quale la letteratura, oggi, in questo mondo, rende deboli.