Hype ↓
16:21 martedì 13 ottobre 2026
In Argentina c’è un treno che come carburante usa esclusivamente il sole delle Ande Si chiama Tren Solar de la Quebrada, percorre 42 chilometri nella provincia di Jujuy e viene usato anche per i viaggi notturni per vedere le stelle.
L’Ipcc sta subendo fortissime pressioni da parte dei petro-Stati per non pubblicare un importante ricerca sulla crisi climatica Arabia Saudita, Russia, India e Cina vogliono rinviarne la pubblicazione al 2029. I Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica pretendono che sia pubblicato subito.
Sayf ha fatto un bellissimo documentario sul carcere di Chiavari e lo ha reso disponibile gratuitamente sul suo YouTube Si intitola Il cielo in una stanza, dura 20 minuti ed è stato girato durante una visita lunga 12 ore alla casa di reclusione di Chiavari.
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.

I voti degli altri

I voti del centrosinistra sempre uguali numericamente, il poco coraggio nell'uscire dal proprio recinto: consiglio di lettura sul tema

08 Febbraio 2013

La coda di storture endemiche del nostro sistema politico di cui questa tornata elettorale, come un pavone bolso e ingrigito, sta stancamente facendo sfoggio, è al solito vasta. Nessuna è trascurabile, molte – a questo punto – probabilmente incorreggibili. Una, secondo alcuni (fra cui il sottoscritto), particolarmente grave: la conferma plastica di non contendibilità dei voti, pur in una fase di grossa incertezza. Vale a dire, l’impossibilità di far pendere l’ago della bilancia verso uno fra due ideali blocchi consolidati, andando a conquistarsi, coi programmi, con le strategie e con le idee, una massa ridotta ma decisiva di voti realmente fluttuanti, assegnati di volta in volta di qua o di là. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che in Italia, siccome il voto è per la grandissima parte, per ragioni varie alcune delle quali storiche, una questione di appartenenza, la gara delle forze politiche è tutta rivolta verso la galvanizzazione dei propri corpi elettorali e il consolidamento sempre uguale a se stesso di certezze e codici interni e di famiglia. Il contrario dei voti dei delusi del centrodestra da andare a stanare di cui parlava Renzi in campagna elettorale.

Per restare al centrosinistra, qui ci siamo divertiti qualche settimana fa a notare che, sondaggi alla mano, le percentuali di voti del Pd, dei suoi alleati e di chi si è coagulato alla sua sinistra, è pressoché la stessa del 2008.

In queste ore, a conferma di ciò, Claudio Cerasa fa notare che i voti di questa parte politica sono numericamente gli stessi da ben prima:

[…] quanto vale più o meno il tradizionale elettorato di sinistra? Esiste un numero che indichi a quanto corrisponde questo “recinto” che Bersani sembra avere difficoltà ad aprire da solo? Una risposta c’è ed è un numero ricorrente nella storia recente della sinistra: 12 milioni. Che ci si creda o no dal 1976 in poi la sinistra, in tutte le elezioni politiche, alla Camera ha sempre preso più o meno gli stessi voti e tutte le volte che ha vinto le elezioni lo ha fatto non perché è riuscita ad aumentare il suo bacino elettorale (tranne in un’occasione, con Prodi nel 1996, dove i 12 milioni sono diventati 15 milioni, ma era una maggioranza che si teneva con il nastro adesivo) ma perché i suoi avversari si sono presentati divisi […]

Su questo tema, sul numero di IL che esce oggi col Sole 24 Ore, c’è un ottimo e chiaro editoriale che va al cuore del problema in maniera concisa ma definitiva. Si intitola “Dalla parte dell’elettore che cambia idea” e l’ha scritto Francesco Costa. Procuratevelo e leggetelo. Per quel che mi riguarda, lo diffonderei nelle scuole.

Dopo un’esaustiva analisi, il giornalista del Post conclude così il suo ragionamento :

Quando scegliere chi votare diventa come scegliere chi tifare – alla brutta non si rinnova l’abbonamento e si parla male dell’allenatore – il sistema politico perde un un significativo e naturale incentivo al suo rinnovamento. La conquista di nuovi elettori, che dovrebbe essere ineludibile, diventa trascurabile: tenersi stretti i propri costa più che cercarne altri. Ne risultano coalizioni sterminate e litigiose, tatticismi esasperati, cartelli elettorali estemporanei, programmi vaghi, governi instabili. Per avere una politica migliore, insomma, non basterebbe avere un po’ meno politici che cambiano casacca; dovremmo avere anche un po’ di elettori disposti a cambiare idea.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.