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22:18 venerdì 10 luglio 2026
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.

I diritti Lgbt in Israele, e nei dintorni

31 Luglio 2015

Gay Pride Rally In Tel Aviv

Al Gay Pride di Gerusalemme, giovedì 30 luglio, un ebreo ultra-ortodosso di 40 anni, Yishai Schlissel, ha assaltato il corteo armato di un coltello da cucina, colpendo sei persone. Schlissel era libero da pochi giorni: aveva appena scontato una condanna a 10 anni per tentato omicidio, ovvero per un attentato del tutto uguale a quello del 30 giugno, al Pride del 2005.

Israele, nel teatro mediorientale in cui si trova, è facilmente lo stato più avanzato in tema di diritti Lgbt: l’omosessualità è legale dal 1988. I matrimoni omosessuali non sono ammessi dalla legge, ma sono riconosciuti quelli celebrati all’estero. Tutta la questione matrimoniale, in realtà, è molto complicata qui, anche quella riguardante persone eterosessuali. L’unico matrimonio riconosciuto è infatti quello religioso, e soltanto tra persone di religione ebraica.

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Lo scorso anno il sito di Hiddush, un progetto israeliano per l’uguaglianza dei diritti e la libertà religiosa, pubblicò una mappa dei paesi che garantiscono meno diritti in questo senso. Israele, in una scala da 0 a 2, è a braccetto di paesi come Etiopia, Tanzania, Libia, Afghanistan, Iran, Indonesia: il suo voto è zero. Certo, tra zero e zero ci sono sfumature: Israele, come detto poco sopra, è una delle poche nazioni in tutta l’Asia a non giudicare l’omosessualità un comportamento illegale. Succede lo stesso soltanto in Kazakistan, Kyrgyzistan, Tagikistan, Armenia, Azerbaigian, Turchia, Bahrain, Iraq, Giordania, Nepal, Cina, Hong Kong, Sud Corea, Mongolia, Cambogia, Laos, Thailandia, Vietnam, pur con mole restrizioni: in tutti questi paesi non ci sono leggi anti-discriminazione. L’omosessualità è condannabile ancora con la morte in Iran, Arabia Saudita, Yemen, Afghanistan (non ci sono state sentenze, tuttavia, dopo la fine dell’occupazione talebana), Brunei, e ovviamente Stato Islamico.

La situazione in Israele si conferma un po’ confusa: nonostante l’estrema rigidità sui matrimoni, gli omosessuali sono ammessi nell’esercito. Nel 2005, inoltre, la Corte Suprema ha stabilito che una coppia di donne omosessuali poteva adottare i figli l’una dell’altra. Nei territori palestinesi, invece, le cose sono più complicate: sono depenalizzati in Cisgiordania, ma illegali nella striscia di Gaza.

Prima dell’attentato di Gerusalemme, c’erano stati altri gravi episodi di violenza contro la comunità Lgbt: nel 2009, ad esempio, un uomo uccise due persone e ne ferì 15, sparando in un locale Lgbt di Tel Aviv. Nel 2006, al Gay Pride di Gerusalemme, c’erano state violente manifestazioni di stampo omofobo da parte di ebrei ortodossi, e scontri con la polizia. L’anno dopo, il primo ministro Ehud Olmert disse che Gerusalemme non era una città appropriata per tenere manifestazioni come il Pride.

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