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08:57 martedì 14 luglio 2026
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, durante l’ondata di calore di giugno in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso rispetto a un anno fa Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.

I caffè di D’Alema

Tra tutti, il giornalismo italiano si contraddistingue per la sovrabbondanza di analisi e la scarsità di storie che avvicinino il lettore

31 Ottobre 2012

Ieri un mio contatto di Facebook ha scritto sulla sua bacheca «Dare del “giornalista non serio” sta diventando la più patetica scusa d’Italia. Serve solo a legittimare insulto gratuito». Ho messo like e commentato per dire che sono d’accordo con lui. Il giornalismo in Italia, quando non dà “notizie che non lo erano“, in realtà è serio, serissimo, o meglio serioso, seriosissimo. Non riesco a ricordare l’ultima volta che su un quotidiano italiano ho trovato una storia che mi abbia fatto pensare “questa voglio proprio leggerla”. Spesso anzi gli spunti più interessanti – quando ci sono – vengono costretti nello spazio di poche righe per dare pagine e pagine al pensierino del giorno della “grande” firma o all’estenuante “feuiletton” della cronaca parlamentare, da cui apprendiamo cose utilissime e fondamentali tipo se il tale politico quella mattina alla buvette ha preso un macchiato o un cappuccino (davvero, sono stati versati oceani d’inchiostro, ormai, sui caffé di D’Alema & co.). In un paese ammalato di cattiva politica, la familiarità col Palazzo sembra peraltro essere la sola strada maestra per diventare una “firma” nota al grande pubblico, un nome e un volto. Anche in questo caso, fatico a ricordare un giornalista diventato “grande” negli ultimi dieci anni, non per la quantità di numeri telefonici di politici contenuti nella sua rubrica ma per la qualità delle sue storie, fossero esse reportage, inchieste o approfondimenti su temi offerti dall’attualità. Il giornalismo italiano premia chi sovranalizza gli affari interni e racconta pochissimo di quello che succede, in Italia e nel mondo, al di fuori della conventicola del potere e quando lo fa ricorre a un formulario di frasi fatte e opinioni pre-confezionate perché manca il tempo, lo spazio, la voglia di approfondire. Poi succede che un giovane giornalista freelance come l’amico Andrea Marinelli si metta in testa di raccontare le elezioni americane da vicino, a contatto con le storie, le persone e i luoghi in cui si svolgono e, dopo aver faticato a trovare spazio sui quotidiani per i suoi racconti, pubblichi un libro che sta andando molto bene.

Ho scoperto di recente che la struttura di un giornale italiano (una raccolta di box, boxettini, spalle e spallette di “in breve”) è una cosa difficile da spiegare e giustificare fuori dal nostro paese. In Germania, dove mi trovo al momento, per esempio i quotidiani generalmente preferiscono le storie alle opinioni, contano spesso molte meno pagine e molti meno articoli ma ognuno di essi dedica al tema che tratta il dovuto approfondimento e in molti giornali il concetto stesso di “in breve” praticamente non esiste. O ne parli a dovere o non ne parli, la scelta è netta.

Tornare a raccontare con un linguaggio affascinante e non superficiale la contemporaneità in tutti suoi aspetti, è fondamentale per la sopravvivenza del giornalismo su qualunque supporto, digitale o cartaceo. È l’unico modo per non annoiare i già pochi lettori rimasti e per riuscire a stimolare un dibattito delle idee e non un chiacchericcio di opinioni. Da noi non solo non sarebbe potuto nascere Steve Jobs ma nemmeno Tom Wolfe, Gay Talese, Malcolm Gladwell e chiunque altro nella vita abbia scelto di riportare, bene, in modo articolato e appassionante, delle storie che esulino dal politicume. Domani, in una qualunque redazione italiana potrebbe davvero svolgersi una telefonata del genere: «Ho un pezzo di 10.000 parole in cui racconto il ritrovamento del Santo Graal, vi interessa? È tutto verificato e ho il Graal proprio qui di fronte a me». «Ottimo, me lo riesci a condensare in 2.500 battute? Lo metto di spalla a un’analisi sul significato politico del cambio di fondotinta di Alfano».

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