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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

In Giappone c’è un giornale realizzato da e per gli auto-reclusi

13 Febbraio 2019

Da quando il caso degli hikikomori, le persone che si isolano da tutto restando chiuse nelle proprie stanze per lunghi periodi (decenni, a volte), è stato descritto da un documentario della Bbc nel 2002, quindi ripreso dai media internazionali, si è diffusa una percezione decisamente negativa di questi eremiti contemporanei, alle prese con rabbia, maltrattamenti ai genitori, addirittura maggiore propensione ai crimini. Tuttavia dal novembre 2016, scrive Atlas Obscura, il giornale Hikikomori News (Hikikomori Shimbun, in giapponese), pensato da e per gli hikikomori, cerca di contrastare la narrazione univoca del problema, specialmente per aiutare chi ne soffre. È stato ideato dall’ex recluso Naohiro Kimura, che dopo aver viaggiato nel Paese e averne vendute 6000 copie in pochi mesi, continua a pubblicare profili personali, indirizzi di comunità, in generale notizie rivolte ai diretti interessati e ai loro familiari. Il 34enne di Tokyo dirige la testata sia digitale sia cartacea contando su oltre 100 collaboratori, quasi tutti ex o attuali hikikomori.

Il magazine punta sull’analisi approfondita, dall’interno, di quelle dinamiche trattate spesso dai media con approssimazione: ad esempio, ha dedicato un numero alle donne quando si credeva che fosse una patologia soltanto maschile; oppure, dopo l’uscita di un sondaggio con la cifra di 540.000 hikikomori tra i 15 e i 40 anni, ha mostrato come ci siano decine di auto-segregati ben più maturi. Probabilmente questa negatività è legata all’incertezza generale sul tema: lo stesso termine si riferisce tanto alla “malattia” quanto alle persone che ne soffrono, senza chiarire inoltre se abbia caratteri psicologici, sociali o entrambi. Numerosi osservatori criticano l’eccessiva medicalizzazione della patologia, perché troppo approssimativa e fissa sull’immagine del «disagio mentale»; andrebbero invece considerati fattori quali la pressione delle famiglie, il bullismo, le rigide pratiche lavorative del Giappone, senza trascurare altri aspetti: l’antropologa Sachiko Horiguchi, ad esempio, ha evidenziato l’importanza di internet per gli hikikomori e scoperto come appartengano spesso a classi medio-alte, perché possono permettersi di non avere un reddito a lungo. Secondo Kimura, l’approccio ideale «combina la terapia con programmi che offrano occupazione, istruzione e  formazione, per far uscire i reclusi dall’isolamento»; proprio il suo giornale, oltre ad aiutare centinaia di migliaia di hikikomori, è «tra i pochi modi in cui questi ultimi possano rapportarsi con il mondo esterno».

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