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10:51 mercoledì 13 maggio 2026
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Hedi Slimane lascia Saint Laurent

01 Aprile 2016

Quando Hedi Slimane ha deciso di presentare le collezioni uomo e donna Saint Laurent con un unico grande evento a Los Angeles, lo scorso febbraio, in molti vi hanno visto un’uscita di scena in grande stile. Allo stesso modo, lo show di haute couture durante l’ultima settimana della moda di Parigi poteva essere un grande inizio o un gran finale: oggi abbiamo la conferma che sì, Slimane si stava preparando a lasciare il marchio fondato da Yves Saint Laurent, dove pure la sua avventura nel design di moda è iniziata. Lo ha confermato Kering stamattina con un comunicato ufficiale, come riporta Business of Fashion. I primi pettegolezzi indicano Anthony Vaccarello come il fortunato sostituto, ma per ora non c’è nulla di ufficiale. Quello che sappiamo di sicuro, invece, è che uno dei designer più discussi dell’attuale panorama lascia il brand che ha costruito a sua immagine e somiglianza nel corso del suo percorso quadriennale, non senza provocare accese reazioni.

Il suo debutto, concomitante a quello di Raf Simons da Dior nel 2012, aveva lasciato freddi, quando non ostili, i critici, ma il mercato gli aveva dato subito ragione. Appellandosi ai grandi classici dello stile Saint Laurent e aggiungendoci una forte attitudine grunge, Slimane può essere considerato a buon diritto colui che più, negli ultimi anni, ha saputo vestire le persone. Dalle celebrity alle adolescenti che ne comprano i copycat dal fast-fashion, il look Saint Laurent è quello che ha invaso le strade: dalla camicia a quadri legata in vita sui pantaloni di pelle ai mini abiti di paillettes, i suoi capi semplici ma estremamente riconoscibili sono stati una benedizione per lo storico marchio, che ha chiuso il 2015 con un fatturato che si aggira intorno ai 974 milioni di euro.

Portrait Of YSL Creative Director Hedi Slimane

Il suo approccio alla direzione creativa è stato “onnicomprensivo”: dopo aver spostato il suo quartier generale a Los Angeles, infatti, Slimane ha scattato personalmente tutte le campagne pubblicitarie, scegliendone i protagonisti, spesso mutuati dalla scena musicale losangelina, ha ridisegnato tutte le boutique e seguito la comunicazione in toto. Al suo successore tocca perciò un compito non semplice. I suoi due ultimi show, che si sono succeduti nell’arco di meno di un mese, sono stati un’uscita di scena in grande stile per davvero: durante l’evento di febbraio, il designer francese ha dimostrato come la sua visione del marchio potesse essere ben più complessa di un revival anni Novanta, mentre la sfilata di alta moda, senza musica e con il numerino per ogni modella come si usava negli anni Sessanta, è sembrato un omaggio al fondatore e, allo stesso tempo, una boccata d’aria fresca all’interno di una Fashion Week dove i vestiti contano sempre meno. Solo qualche giorno fa, inoltre, è stata annunciata la nuova campagna, con protagoniste Cara Delevingne e Jane Birkin.

Durante il suo periodo da direttore creativo ha rilasciato una sola intervista – quest’estate, a Yahoo Style – e si è fatto vedere pochissimo, rinunciando anche all’inchino finale in alcuni dei suoi show. Ha fatto arrabbiare molti giornalisti e addetti ai lavori, centellinando gli inviti per le sue sfilate, non si è tirato indietro quando si è trattato di rispondere alle critiche, come dimostra l’ormai epico scontro con Cathy Horyn. Probabilmente tornerà a fare il fotografo, o magari no, ma per dirla con le parole della stessa Horyn, bisogna ammettere che è uno intelligente.

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