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19:52 sabato 27 giugno 2026
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
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Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Hamas sta usando i social degli ostaggi israeliani per fare terrorismo online

18 Ottobre 2023

Negli ultimi giorni sono sempre di più le testimonianze da parte di amici e conoscenti delle persone attualmente prigioniere di Hamas che dicono di aver visto sui social immagini raccapriccianti delle vittime. Non è una novità che i gruppi terroristici facciano uso delle piattaforme social per diffondere messaggi propagandistici e contenuti di violenza espliciti. È già successo anche nel caso di Hamas (ne abbiamo parlato qui), che proprio lunedì 16 ottobre ha pubblicato il primo video di Mia Schem, una ragazza franco israeliana che è stata presa in ostaggio dal gruppo terroristico. In una prima inquadratura la ventunenne appare distesa in un letto, mentre qualcuno fuori campo le benda un braccio, dove, spiega Shem in un secondo momento, ha subìto un’operazione. Il video si conclude con un appello affinché qualcuno la aiuti a tornare a casa da familiari e amici.

C’è però qualcosa di insolito nelle più recenti testimonianze che sono state raccolte: è emerso che per fare propaganda, Hamas non stia utilizzando unicamente i propri profili, ma anche quelli degli ostaggi stessi. La pressione psicologica a cui i contatti delle vittime vanno incontro è senza precedenti, ha spiegato il professore di Studi strategici Thomas Rid al New York Times. Keren de Via ha raccontato alla testata che non appena ha ricevuto una notifica che la avvisava che la sua amica Gali Shlezinger Idan aveva avviato una diretta su Facebook, ha sussultato. Quella notifica è bastata per riaccendere momentaneamente la speranza: de Via non aveva avuto più notizie dell’amica da quando i miliziani di Hamas erano entrati nel kibbutz dove vivevano Idan e la sua famiglia e avevano compiuto una strage. Sono bastati pochi istanti per capire che la voce fuori campo che impartiva ordini non apparteneva a nessun membro della famiglia e che quelle persone spaventate e sporche di sangue inquadrate a terra erano i suoi amici.

Purtroppo è stato confermato che la testimonianza di de Via non è un episodio isolato. Il New York Times parla di almeno quattro casi in cui Hamas è entrato in possesso dei profili social delle vittime, infiltrandosi, in particolare, in gruppi Facebook, Instagram e Whatsapp. Si tratta di una strategia particolarmente efficace e pericolosa, dato che sono tanti gli israeliani che in questi giorni si affidano ai profili social delle persone scomparse per trovare qualche indizio, come dimostra la pagina Instagram WeAreOneIsrael, creata, appunto, per localizzare ostaggi e dispersi.

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