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00:23 lunedì 14 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Il processo a Gwyneth Paltrow potrebbe essere più assurdo persino di Depp vs Heard

24 Marzo 2023

Per molto tempo siamo stati convinti che non ci sarebbe mai stato, nella storia processuale degli Stati Uniti d’America, un evento più assurdo del processo Depp vs Heard. Poi è cominciato il processo a Gwyneth Paltrow e la certezza di cui sopra è sparita. «The whitest trial of all time», lo ha definito Aura Heinrichs su Jezebel. Per quanto possa essere difficile crederlo, spiega la giornalista, il processo – cominciato il 22 marzo in un’aula di giustizia di Park City, Utha – è una cosa seria: Terry Sanderson, 76enne oculista in pensione, accusa Paltrow di avergli provocato gravissimi danni fisici, psicologici e morali a causa di un incidente avvenuto nel 2015 sulle piste da sci dell’esclusivissimo resort di Deer Valley. Paltrow si sarebbe letteralmente schiantata contro Sanderson mentre era impegnata in una discesa, causandogli un trauma cranico e la frattura di diverse costole, infortuni che, a dire dell’uomo, avrebbero irrimediabilmente compromesso la qualità della sua vita. Inizialmente, Sanderson aveva chiesto un risarcimento da tre milioni di dollari: la richiesta ora si è abbassata a “soli” 300 mila dollari.

Il problema è che Paltrow ha una sua versione dei fatti praticamente opposta a quella di Sanderson. L’attrice, infatti, dice di essere stata lei quella travolta dall’uomo mentre sciava e, per dimostrare di avere ragione, un mese dopo la prima denuncia (risalente al 2019) ha presentato una controdenuncia in cui affermava di non essere interessata ad alcun risarcimento – aveva chiesto la cifra simbolica di un dollaro di compensazione – ma solo all’accertamento della verità. Paltrow afferma infatti che Sanderson avrebbe deciso di perseguitarla per via legale, nel tentativo di arricchirsi. Ovviamente, i dettagli del processo interessano solo relativamente: siamo nella fase in cui a perizia medica si risponde con controperizia medica, da una parte gli avvocati di Sanderson sostengono che l’uomo è uscito distrutto dall’incidente – «Dopo lo scontro, ha smesso di essere l’uomo affascinante di un tempo», ha detto l’avvocato Lawrence D. Buhler durante la sua arringa iniziale – dall’altra quelli di Paltrow ribattono che è tutta quanta una messa in scena. Quello che sta veramente attirando l’attenzione dei media e soprattutto dei social è l’atteggiamento dell’attrice durante le udienze.

https://twitter.com/JennyJohnsonHi5/status/1638648264357715968

Le foto e i video dell’attrice che sbuffa, che passa il tempo a messaggiare e a bere uno strano liquido verde sono diventate subito dei meme. L’attenzione nei suoi confronti è tale che Steve Owens, il legale di Paltrow, si è lamentato delle troppe telecamere puntate sulla sua cliente durante le udienze. Non che la cosa sembri interessare granché Paltrow, che anche mentre il suo avvocato parlava continuava a sbuffare, a messaggiare e a bere il suo misterioso liquido verde. Nel frattempo, internet cominciava a fare quello che internet sempre fa: sui social in questi giorni c’è chi ha notato le somiglianze tra l’outfit processuale di Paltrow e quello di Jeffrey Dahmer, altri hanno detto che invece sembra vestita come «una donna del 1987 accusata di aver assunto un sicario per uccidere il marito». Il processo durerà due settimane: di meme, quindi, ne arriveranno ancora molte.

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