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16:42 martedì 25 agosto 2026
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.

Gucci e l’estetica dell’appropriazione

Su #Guccigram, il progetto della storica casa di moda che ben riassume il modus operandi della contemporaneità e del suo nuovo direttore creativo.

29 Ottobre 2015

L’appropriazione – piluccare ovunque, perché l’importante non è il punto di partenza, ma quello di arrivo – è il modus operandi per eccellenza del contemporaneo, e questo vale per le arti visive almeno quanto per le strategie di marketing e comunicazione. Viviamo un big bang continuo nel quale risulta sempre più difficile distinguere l’originale dalla copia – sempre che la nozione di originalità abbia ancora una qualche rilevanza – non ultimo perché la differenza è spesso nel modo, o nel come, non nel cosa, ovvero nell’oggetto. Di questa temperie è perfetta espressione Gucci, lo storico marchio fiorentino e powerhouse del lusso nato a nuova vita – dannatamente branchè, di un romanticismo sbrecciato e lunatico invero accattivante – sotto la direzione creativa di Alessandro Michele. Muovendosi con automatismi punk tra elementi vintage, referenze inequivocabili – da Walter Albini a Roberta di Camerino – e innegabili pradismi, Michele ha creato una estetica tutta sua, in bilico tra oggi e ieri, aderenza al presente e scollamento consapevole dall’hic et nunc. La pratica funziona non ultimo perché esperita e diffusa attraverso tutti i canali disponibili, incluso il web.

GGTV

È online da ieri, a proposito, il minisito Guccigram: una galleria in divenire nella quale talenti del web e creativi più o meno noti interpretano, senza schemi, i motivi Blooms e Caleido, a loro volta nati sovrapponendo, rispettivamente, tralci fioriti e psichedelie geometriche al classico pattern ritmico GG. I risultati vanno dalla satira pop al neo geo Instagram friendly, dal pittorico al grottesco al beffardo. Nella innegabile diversità, sono però tutti caratterizzati dal dinamismo e dalla libertà assoluta di congiunzioni che è portato dirompente della visualità, come del pensiero, digitali.

Sono immagini che colpiscono, quelle di questo progetto, pensate per diventare virali e poi spegnersi presto per riaccendersi chissà quando nel ciclo imperscrutabile di reblog e regram. Definiscono un caleidoscopio insieme consistente e inconsistente di effervescenze pop intorno al marchio, visto come hub culturale/curatoriale. È un congegno a tempo, in altre parole, ma va bene così: l’assuefazione fulminea, oggi, è parte dell’esperienza estetica di ciascuno, mentre la perversione di rimandi, associazioni, incongruità aggrega e insieme disgrega cultura alta e bassa, creando un territorio elastico di confine. Il virus progressivo è lí che si annida ed è esattamente di questo spazio che Gucci sembra volersi impadronire, con beffarda irregolarità appropriazionista.

 L’opera dell’immagine in evidenza è stata commisionata da Alessandro Michele a Ignasi Monreal appositamente per #Guccigram
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