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16:30 venerdì 19 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.
Un videogioco in cui si gioca a nascondino ha venduto tre milioni di copie in appena una settimana Si intitola Meccha Chameleon e, oltre ad aver venduto tre milioni di copie, è diventato popolarissimo anche su TikTok, Twitch e YouTube.

Gucci e l’estetica dell’appropriazione

Su #Guccigram, il progetto della storica casa di moda che ben riassume il modus operandi della contemporaneità e del suo nuovo direttore creativo.

29 Ottobre 2015

L’appropriazione – piluccare ovunque, perché l’importante non è il punto di partenza, ma quello di arrivo – è il modus operandi per eccellenza del contemporaneo, e questo vale per le arti visive almeno quanto per le strategie di marketing e comunicazione. Viviamo un big bang continuo nel quale risulta sempre più difficile distinguere l’originale dalla copia – sempre che la nozione di originalità abbia ancora una qualche rilevanza – non ultimo perché la differenza è spesso nel modo, o nel come, non nel cosa, ovvero nell’oggetto. Di questa temperie è perfetta espressione Gucci, lo storico marchio fiorentino e powerhouse del lusso nato a nuova vita – dannatamente branchè, di un romanticismo sbrecciato e lunatico invero accattivante – sotto la direzione creativa di Alessandro Michele. Muovendosi con automatismi punk tra elementi vintage, referenze inequivocabili – da Walter Albini a Roberta di Camerino – e innegabili pradismi, Michele ha creato una estetica tutta sua, in bilico tra oggi e ieri, aderenza al presente e scollamento consapevole dall’hic et nunc. La pratica funziona non ultimo perché esperita e diffusa attraverso tutti i canali disponibili, incluso il web.

GGTV

È online da ieri, a proposito, il minisito Guccigram: una galleria in divenire nella quale talenti del web e creativi più o meno noti interpretano, senza schemi, i motivi Blooms e Caleido, a loro volta nati sovrapponendo, rispettivamente, tralci fioriti e psichedelie geometriche al classico pattern ritmico GG. I risultati vanno dalla satira pop al neo geo Instagram friendly, dal pittorico al grottesco al beffardo. Nella innegabile diversità, sono però tutti caratterizzati dal dinamismo e dalla libertà assoluta di congiunzioni che è portato dirompente della visualità, come del pensiero, digitali.

Sono immagini che colpiscono, quelle di questo progetto, pensate per diventare virali e poi spegnersi presto per riaccendersi chissà quando nel ciclo imperscrutabile di reblog e regram. Definiscono un caleidoscopio insieme consistente e inconsistente di effervescenze pop intorno al marchio, visto come hub culturale/curatoriale. È un congegno a tempo, in altre parole, ma va bene così: l’assuefazione fulminea, oggi, è parte dell’esperienza estetica di ciascuno, mentre la perversione di rimandi, associazioni, incongruità aggrega e insieme disgrega cultura alta e bassa, creando un territorio elastico di confine. Il virus progressivo è lí che si annida ed è esattamente di questo spazio che Gucci sembra volersi impadronire, con beffarda irregolarità appropriazionista.

 L’opera dell’immagine in evidenza è stata commisionata da Alessandro Michele a Ignasi Monreal appositamente per #Guccigram
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Sono state disegnate da un'artista di Brooklyn e realizzate da una piccola azienda famigliare di Bed Stuy. Una risposta al costosissimo merchandise ufficiale del Mondiale.