Hype ↓
08:14 venerdì 6 novembre 2026
Tre sex worker si sono stufate delle piattaforme che le sfruttano e censurano, così hanno deciso di fondarsi una piattaforma tutta loro, «la più pro-sex worker del mondo» È nata per accorciare la strada tra i social e i contenuti per adulti, e la gestiscono tre sex worker. Vieta l’AI, commissioni più basse di OnlyFans e promette alle creator una cosa rara in questo lavoro: una comunità.
Il rimedio contro la desertificazione potrebbe venire da una sperduta isola dell’Atlantico che da deserto si è trasformata in giungla Dal 1847, su un’isola vulcanica di Ascension, gli alberi dei Kew Gardens hanno creato una foresta che si mantiene da sola. Gli scienziati la studiano per capire come fermare l’avanzata dei deserti, ma il modello ha dei limiti.
Il paradiso esiste e si chiama Gifcities, il museo che raccoglie tutte le gif apparse sull’internet dei bei vecchi tempi Più di quattro milioni di GIF animate recuperate dalle pagine di GeoCities, grazie all'ennesimo sforzo di conservazione del benemerito Internet Archive.
Le proteste in Francia continuano e adesso agli studenti si sono aggiunti lavoratori di praticamente tutti i settori Lavoratori degli ospedali, degli aeroporti, delle poste, delle scuole, delle ferrovie e molti molti altri: questo fine settimana sono attesi in piazza centinaia di migliaia di persone.
Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.
Se come noi siete ancora in lutto per la morte di Juan Atkins, il padre della techno, sappiate che su YouTube è stato appena pubblicato uno dei suoi ultimi set in versione integrale L'uomo che a Detroit inventò un suono che non esisteva è morto a 64 anni. Una delle sue ultime esibizioni è stata quella al Dekmantel di Amsterdam, nella scorsa estate. Ora la si può vedere tutta, ancora e ancora.
Nonostante non ci siano stati né incidenti né scontri, la polizia ha comunque sgomberato l’accampamento del movimento per la casa a Puerta del Sol a Madrid Quattrocento agenti hanno allontanato 334 persone dall’accampamento nato dopo lo sfratto e la morte di Maricarmen Abascal. La protesta contro la crisi abitativa, però, continua.
La Casa Museo di Rembrandt offre agli amanti di Rembrandt un tatuaggio di Rembrandt alla modica cifra di 400 euro Il museo dice che non è affatto una trovata pubblicitaria, perché le stampe e i tatuaggi servono alla stessa cosa: far conoscere l'arte di Rembrandt.

Perché su Google Earth le immagini di Israele e di Gaza sono sfocate

Anche su Google Maps la risoluzione è bassissima, differentemente da quanto accade negli altri Paesi, rendendo impossibile utilizzare queste piattaforme a scopo informativo.

di Studio
17 Maggio 2021

Lunga 40 chilometri e larga dai sette ai quindici, la Striscia di Gaza è una porzione di territorio palestinese che, con i suoi quasi due milioni di abitanti in appena 360 chilometri quadrati risulta essere tra i luoghi più densamente popolati del pianeta. Proprio adesso, in cui servirsi di qualsiasi tipo di informazione pubblicamente disponibile in relazione a quanto vi sta accadendo è necessario, tra dati cartografici, immagini open source, e tutto ciò che serve per individuare gli attacchi e documentare la situazione, ottenere immagini satellitari ad alta risoluzione (vitali per la segnalazione dei conflitti e dei luoghi d’impatto), sia di Gaza che di Israele, sembra impossibile. Su Google Earth, atlante contemporaneo e piattaforma più utilizzata per reperirle, entrambe, infatti, risultano sfocate. Tanto che l’immagine più recente e più a fuoco delle zone risale al 2016 su Google Earth, mentre su Google Maps usando “Streetview” appaiono immagini risalenti al 2014. Una situazione paradossale se, come ha evidenziato la Bbc che ha provato a spiegarne le ragioni, di un luogo semi-inviolabile come Pyongyang, in Corea del Nord, è possibile persino riuscire a distinguere auto e persone.

Il motivo risiederebbe in una restrizione operata dagli Stati Uniti. Fino all’anno scorso, infatti, il governo americano aveva posto una restrizione alla qualità delle immagini satellitari da Israele e dai territori palestinesi che le società americane avrebbero potuto fornire. Una limitazione contenuta nell’emendamento Kyl-Bingaman (KBA) risalente al 1997, a sostegno della sicurezza israeliana (si tratta di una questione che ha a che fare con gli accordi bilaterali tra Stati Uniti e Israele, considerato alleato strategico). Stando a quanto predispone la KBA, i fornitori di immagini satellitari statunitensi (Google Maps come Google Earth, che è la sua versione più sofisticata, segue le condizioni di licenza del colosso americano Google) potevano offrire esclusivamente immagini a bassa risoluzione (massimo 2 metri per pixel). La legge menzionava solo Israele, ma era applicata anche ai Territori palestinesi.

Certo, dal 1997 è passato del tempo, così tanto che una volta che i fornitori di immagini satellitari non americani, come la società francese Airbus, sono stati in grado di offrire immagini a una risoluzione più elevata, gli Stati Uniti sono stati ovviamente sottoposti a crescenti pressioni per porre fine alle restrizioni: ma anche se nel luglio del 2020 il KBA è stato definitivamente abbandonato (ora le aziende americane possono fornire immagini di qualità molto più elevata della regione, considerando che ogni pixel può ora essere piccolo fino a 40 cm per pixel, in modo che gli oggetti delle dimensioni di un’auto o anche di persona possano essere visibili), Gaza e Israele risultano comunque ancora sfocate.

Adesso sembrerebbe essere una questione di aggiornamento. Secondo la Bbc, che ha interrogato Google e Apple (le cui app dedicate alla localizzazione mostrano anche immagini satellitari) sulla questione, entrambe “ci starebbero lavorando”. Se Apple starebbe infatti «per aggiornare in tempi brevi le sue mappe a una risoluzione più alta di 40 cm», Google invece ne starebbe aspettando la disponibilità, (ha aggiunto di «non voler condividere ulteriori informazioni» con la testata). Va ricordato infatti che le piattaforme geografiche pubbliche, come Google Earth e Apple Maps, si affidano a società che possiedono satelliti per fornire immagini, e al momento, le uniche che le stanno rendendo disponibili, di Gaza e di Israele ad alta risoluzione, sono solo a pagamento, come Maxar e Planet Labs, già utilissima nel 2017 per documentare la distruzione dei villaggi Rohingya da parte dei militari in Myanmar.

A proposito di aggiornamento, un caso simile aveva coinvolto sempre Google Maps nel 2016, quando secondo alcuni media internazionali, previa diffusione della notizia da parte di un gruppo di giornalisti di Gaza (il Forum of Palestinians Journalists), la piattaforma aveva rimosso il nome “Palestina” dallo stato palestinese, ipotizzando si trattasse di una scelta oscura e deliberata. In realtà, come aveva spiegato Il Post, l’etichetta “Palestina” semplicemente non era mai esistita, e l’equivoco era nato dalla cancellazione delle etichette di “Cisgiordania” e “Striscia di Gaza” a causa di un bug di cui Google, aveva dichiarato, si stava già occupando. A distanza di quattro anni, la questione già delicatissima tra Israele e Palestina non riguarda più solo quella che è considerata la disputa territoriale anche cartografica più famosa al mondo, riguarda una crisi che non si è mai chiusa ma che possiamo ancora comprendere proprio grazie alle mappe, essenziali, con cui individuare l’entità del disastro.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.