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Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Google chiude Wave dopo anni di sofferenza social

24 Novembre 2011

Due giorni fa Google ha annunciato nel suo blog aziendale la chiusura di alcuni servizi più o meno noti: si va da Knol (un’enciclopedia online gestita dagli utenti) a Wave, il social network lanciato dalla Grande G in pompa magna nel maggio del 2009 e destinato, secondo i suoi creatori, a rivoluzionare la comunicazione e la socialità online. Wave doveva unire tre mondi diversi e distanti (e-mail, messaggistica istantanea e wiki) in modo inedito, trasformando l’applicazione in un potentissimo mezzo di comunicazione: veloce, interattivo e multimediale.

Non è andata così. Il 5 agosto 2010 è stato interroto lo sviluppo di Wave, ovvero il team che ci aveva lavorato ha smesso di aggiornarlo e migliorarlo: il sistema era quindi congelato, in attesa di una svolta, o della fine. Quest’ultima, puntuale,  è arrivata qualche giorno fa via mail a tutti gli iscritti a Wave: il 31 gennaio 2012 il servizio non potrà più essere utilizzato (sarà di fatto chiuso) e tutte le “Onde” create dagli utenti diveranno read-only (si potranno leggere e non se ne potranno scrivere di nuove). Fino al 30 aprile 2012, ovviamente, quando l’intero servizio sarà spento e smantellato. Per questo motivo Google ha dato la possibilità alla comunità di salvare le conversazioni in pdf, per chi volesse conservarle.

Non si direbbe, ma l’annuncio della chiusura di Wave ha gettato nel panico qualcuno, tra i pochi utenti del servizio. Per chi non fosse proprio pronto a rinunciare all’Onda, ecco alcuni progetti open-source consigliati da Google per gli utenti dal cuore infranto: Apache WaveWalkaround.

La soppressione di Wave è un capitolo significativo nella tormentata storia sul rapporto tra Google e il social networking. Con Wave e Buzz la Grande G ha conosciuto dei sonori buchi nell’acqua, proprio mentre la rivale Facebook da start-up diventava gigante. Errori che Eric Schimdt, ex amministratore delegato e ora direttore esecutivo di Google, ha ammesso pubblicamente affermando di “essersi incasinato” nella rincorsa a Mark Zuckerberg.

L’avventura social di Google continua ora su Google+, che a fine settembre ha superato quota 50 milioni di iscritti, pochi giorni dopo essere stato aperto a tutti e non solo agli “invitati”. Plus è stato pensato da Google come prodotto vincente dopo una tale sequela di fail. Vedremo nei prossimi anni se sarà così o se saremo costretti a ricevere mail in cui si annuncia la chiusura del servizio.

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