Hype ↓
08:27 martedì 14 aprile 2026
In realtà, quella tra Usa e Vaticano è una crisi diplomatica che prosegue da settimane e che va molto oltre gli insulti di Trump al Papa L'ultimo, delirante attacco di Trump a Papa Leone XIV è solo il capitolo finale di una crisi che va avanti da tempo, tra minacce velate e inviti ignorati.
La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
Su internet c’è una teoria secondo la quale Orbán ha perso le elezioni perché poco prima aveva incontrato JD Vance e JD Vance porta sfortuna È stato l'ultimo a incontrare Papa Francesco prima che morisse. Era lì mentre naufragava la trattativa tra Usa e Iran. Ed era stato anche in Ungheria a fare un comizio per Orbán. Sono tre indizi, cioè una prova.
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.

Dieci anni di GMail

Nato come un esperimento, ha finito per rivoluzionare per sempre la posta elettronica e Google. Il primo decennale del miglior servizio email del mondo, che al tempo fu scambiato per un pesce d'aprile.

01 Aprile 2014

All’inizio sembrava uno scherzo. Le caratteristiche del prodotto erano incredibili per l’epoca, e l’azienda che lo stava presentando, Google, aveva già dimostrato una certa passione per le burle. Senza contare che era il primo aprile 2004 – la giornata mondiale dedicata alle allegre fandonie – quando la Grande G, all’epoca ancora un semplice motore di ricerca, non il colosso tentacolare che è oggi, presentò al mondo il suo servizio e-mail, GMail. A dieci anni di distanza, come spesso succede ripercorrendo la storia recente della tecnologia, è difficile pensare sia passato così poco tempo: in appena una decade GMail ha conquistato il mercato e riscritto il nostro rapporto con la posta elettronica. Sembra sia sempre stata qui con noi.

A ulteriore conferma di quanto un balzello temporale possa portarci in un mondo distante da quello di oggi, c’è il comunicato ufficiale di Google elenca tutti gli optional del servizio. È un’ottima rilettura per poter misurare la frenesia del progresso tecnologico odierno. GMail, si legge nel comunicato, sarebbe stato una servizio di webmail e quindi tutti i dati sarebbero stati conservati nei server della società, non sulle macchine dei suoi utenti; ai quali sarebbe stato garantito un gigabyte di memoria , o come spiega Google nel lungo show off, «otto milioni di bit di informazione, l’equivalente di 500 mila pagine di email. Per utente». Era un’infinità di spazio per l’epoca. Troppo. Non c’erano dubbi, doveva proprio trattarsi di uno scherzo (*).

Una burla, quindi, l’ennesimo pesce d’Aprile googliano, ciance ubriache a cui non dare peso – anche se (qualcuno sospirò) sarebbe bello vedere la ricerca di Google applicata alla posta elettronica. Ma non succederà. D’altronde perché diavolo Google Il Motore Di Ricerca dovrebbe sporcarsi le mani con le nostre missive? L’azienda non aveva ancora acquistato YouTube, per dire, all’epoca sembrava poco disposta a distrazioni al di fuori della search bar: ricerca, ricerca, ricerca, niente di più.

E allora perché oggi festeggiamo i dieci anni di Gmail? La risposta corretta potrebbe essere: “per disperazione”. Avete mai provato a cercare una mail su sistema pre-GMail? Avete mai usato uno di quei cosi? Era molto complicato. Persino Larry Page, co-fondatore e all’epoca presidente della società, si accorse dei disagi che molti suoi dipendenti trovavano nel consultare l’archivio della loro posta: una googler, per esempio, «si lamentava sempre di spendere tutta la giornata a filtrare messaggi o a cercarli. E quando non era occupata con quello, doveva cancellare mail come una pazza per rimanere sotto il limite obbligatorio di 4 megabyte». Un problema di un dipendente di Google è un problema anche per Google, come possiamo immaginare. Quindi, per anche per Page. Ed ecco che entra in scena Paul Buchheit. Buchheit è una di quelle personalità della Silicon Valley che conoscete benissimo anche se non l’avete mai sentita nominare: ha lavorato presso Intel per poi diventare il 23esimo dipendente di Mountain View, di cui coniato il celeberrimo motto, “Don’t Be Evil”; ha co-fondato FriendFeed, un proto-social network assorbito da Facebook nel 2009.; ha inventato GMail e mentre lo faceva ha creato anche AdSense, l’algoritmo alla base del business pubblicitario della società. Ora è un imprenditore e un investitore privato. Senza di lui tutto questo internet non sarebbe così luminoso.

Come ha raccontato a Jessica Livingston nel libro Founders at Work, Buchheit cominciò a pensare a un servizio alternativo di posta elettronica agli albori del web commerciale, attorno al 1996: «Avevo tante piccole idee senza un fine preciso», ha detto, «sorprendentemente all’epoca avevo chiamato questo progetto Gmail, per un qualche motivo. Era prima di Hotmail, quando ero ancora al college. All’epoca per controllare la posta dovevo andare nella mia camera al dormitorio, e mi sembrava una cosa assurda da fare». Eppure per quanto difettoso e scomodo, il settore e-mail sembrava destinato a rimanere in quello stato: anche a Google, ha spiegato, «l’idea di occuparsi di posta elettronica sembrava strana. In molti non ne erano convinti, (…) fece un po’ di scalpore». Per questo il programmatore ha dovuto fare tutto da solo, almeno per il primo periodo, sfruttando la famosa regola del 20%, quella per cui ogni googler può sfruttare un quarto del suo tempo lavorativo per sviluppare progetti personali. GMail diventò prima il servizio mail interno della società per poi essere aperto a invito riservatissimo nel marzo del 2004. Il mese dopo, dieci anni fa, l’apertura “ufficiale”.

Tutti potevano avere un account (gratuito, ovviamente) e uno spazio sterminato in continua espansione. E tutti non vedevano l’ora di vedere il frutto dei lombi di Google, tanto che nel corso del periodo a cui si poteva accedere al servizio solo per cooptazione, si vendevano inviti a Gmail su eBay per 150 dollari. Il successo del servizio è anche dovuto alla “fase beta perpetua” di scuola Google: l’azienda è nota per lasciare i nuovi prodotti (GMail, Maps) in un limbo in cui sono costantemente aggiornate e vengono provate nuove funzioni. Normalmente la “beta” pubblica dura molto meno, è il decollo di un nuovo progetto. GMail invece ne è uscita solo nel 2009, quando ormai aveva circa 150 milioni di utenti. Non c’era fretta, anche perché si tratta soprattutto di una questione semantica: normalmente un software viene aggiornato ufficialmente con l’uscita della versione 1.0, 2.0 e così via; Google invece punta da sempre nella «costante rifinitura» dei suoi prodotti. È un flusso continuo, non richiede dischi di di installazione. Fa tutto Mountain View, che a volte sbaglia e torna indietro. Oppure punta tutto su un nuovo feature. “Beta perpetua” è una bella scelta di branding più che una dichiarazione di intenti professionale.

Eppure ha funzionato. Oggi GMail festeggia dieci anni da leader nel settore della posta elettronica con 425 milioni di utenti (dati aggiornati al 2012), è uno dei cardini di questa sorta di Skynet che sta diventando Google, si sposa egregiamente con Drive, il servizio cloud, e Google Plus, il social network. Ma è diventata anche la mail “seria”, quella che abbiamo aperto tutti archiviando per sempre l’esperienza di indirizzi naïf come [email protected] e rinunciando per sempre ai nostri anni giovanili in cui, anche se si perdeva una mail (e che cos’era poi una “mail”?), non succedeva granché.

(*) Attualmente, ogni account ha a disposizione gratuitamente 15 GB di memoria.

Immagine di Jacopo Marcolini

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero