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17:25 mercoledì 20 maggio 2026
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.

Perché tutti odiamo Hannah di Girls

14 Aprile 2016

Hannah Horvath, la protagonista di Girls interpretata da Lena Dunham, che è anche la creatrice dello show, è uno dei personaggi più detestabili e detestati nella storia delle serie TV: su questo sembra esistere un consenso tra i critici americani, che infatti hanno dedicato vari approfondimenti sul perché la gente odia Hannah così tanto.

Hannah, certo, è incredibilmente egocentrica. Tra le varie cose, ruba una mancia a una donna delle pulizie e prova a utilizzare il funerale del suo editor per fare carriera. Questo da solo però non basta a spiegare tutto l’odio che il suo personaggio ha scatenato sui social media e tra i critici. In fondo il personaggio di Larry David in Curb Your Enthusiasm, di fatto un alter ego del vero Larry David in versione sociopatica, è altrettanto narcisista e privo di considerazione, ma non lo troviamo così detestabile, fa notare Kathryn Van Arendonk su Vulture del magazine New York.

Perché non riusciamo a sopportare l’egocentrismo di Hannah Horvath mentre troviamo divertente quello di Larry David? Van Arendonk avanza una serie di ipotesi. Forse, sostiene, è perché il narcisismo è «mostruoso in una donna» e semplicemente «quirky in un uomo». In altre parole viviamo in una società che vede nelle femmine figure materne, che per definizione devono preoccuparsi degli altri, ma non richiede lo stesso altruismo dagli uomini. Dunque il narcisismo di un uomo è «expected», qualcosa che conferma la nostra visione del mondo e diamo quasi per scontato.

Un’altra spiegazione ha invece a che vedere con l’età del personaggio, anziché con il genere. Hannah incarna forse un egoismo generazionale, quello dei millennials. Da tempo infatti c’è un dibattito sul presunto narcisismo dei millennials, definiti a turno da sociologi e psicologi come la generazione più egocentrica di sempre. Dunque, ipotizza Van Arendonk, la protagonista di Girls sarebbe il bersaglio ideale per l’odio non solo di chi detesta i millennials, ma anche di quei millennials che vivono male queste accuse, visto che incarna pienamente lo stereotipo di giovane egoista.

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