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19:27 sabato 14 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

Un giornalista del New Yorker è stato sospeso per essersi masturbato durante una videocall

20 Ottobre 2020

Le riunioni su Zoom possono essere incredibilmente noiose e difficili da seguire – al punto da provocare una certa sindrome da stanchezza se se ne fanno troppe – ma quella fatta recentemente da alcuni giornalisti del New Yorker dev’essere stata di un altro livello. Come riporta il Guardian, il celebre magazine ha sospeso il giornalista Jeffrey Toobin per essersi masturbato durante una video chat Zoom tra alcuni membri del New Yorker e della radio WNYC la scorsa settimana. Toobin pare non essersi reso conto che la telecamera fosse accesa: «Ho commesso un errore imbarazzante e stupido, credendo di essere fuori campo. Mi scuso con mia moglie, la mia famiglia, i miei amici e i miei colleghi», ha dichiarato.

Secondo quanto hanno raccontato a Vice Us – in forma rigorosamente anonima – due persone presenti alla chiamata, la chat era una simulazione elettorale con alcuni dei giornalisti più famosi del New Yorker: «Jane Mayer interpretava i repubblicani dell’establishment; Evan Osnos era Joe Biden, Jelani Cobb era un democratico dell’establishment, Masha Gessen interpretava Donald Trump, Andrew Marantz era l’estrema destra, Sue Halpern era democratica di sinistra, Dexter Filkins era l’esercito e Jeffrey Toobin la giuria». I due testimoni hanno detto di non sapere esattamente quanto ognuno dei partecipanti abbia visto del siparietto involontario di Toobin, ma entrambi lo hanno visto chiaramente masturbarsi. A un certo punto è sembrato che Toobin fosse impegnato in una seconda videochiamata, quindi il giornalista ha abbassato la telecamera e tutti hanno potuto vedere che si stava toccando il pene. Quando ha realizzato di essere stato scoperto, Toobin ha poi lasciato la chiamata, per poi richiamare qualche attimo dopo, apparentemente ignaro di ciò che i suoi colleghi erano stati in grado di vedere, e la simulazione è continuata.

In una mail ai suoi dipendenti, il direttore David Remnick ha scritto: «Carissimi, come avrete letto oggi in vari notiziari, uno dei nostri giornalisti, Jeff Toobin, è stato sospeso dopo un incidente durante una chiamata Zoom la scorsa settimana. Vi assicuro che prendiamo seriamente tali questioni e che stiamo esaminando il caso», mentre su Twitter l’hashtag del giorno è #ZoomDick, che era praticamente inevitabile.

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