Hype ↓
03:20 venerdì 16 gennaio 2026
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.
In Uganda hanno deciso che l’unico modo per avere elezioni regolari e pacifiche è chiudere internet In tutto il Paese è impossibile connettersi già da martedì 13 gennaio e sarà così fino alla chiusura delle urne, prevista per la sera del 15.
C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.
Su Bandcamp sarà vietata la musica prodotta con l’intelligenza artificiale Con un post su Reddit, la piattaforma ha anche invitando gli utenti a segnalare tutte le canzoni sospettate di essere state fatte con l'AI.
Grazie al suo amore per i blockbuster, Zoe Saldaña è diventata l’attrice che ha “incassato” di più nella storia del cinema Dopo il successo del terzo Avatar, che si aggiunge a quello dei film Marvel e di Star Trek, l'attrice ha stabilito un record.

Gli scrittori italiani hanno un problema con la politica?

Carrère su Macron, Wallace su McCain, perché il ritratto politico è un genere che in Italia non ha nessuna fortuna.

25 Ottobre 2017

Alla fine della settimana scorsa, il Guardian ha pubblicato un lungo reportage di Emmanuel Carrère, che forse alcuni di voi avranno letto. Il giornale inglese ha commissionato allo scrittore francese – più conosciuto e apprezzato in Italia che nel Regno Unito, dove solo dopo l’uscita del Regno ha iniziato a essere rilevante – un ritratto dell’attuale presidente della Repubblica, Emmanuel Macron. Per farlo, Carrère ha passato una settimana con l’enfant prodige parigino, dalla visita a una Saint Martin devastata dall’uragano Lila a un viaggio di Stato in Grecia. Ne viene fuori un ritratto soprattutto umano, e quindi letterario, del personaggio, scritto dal punto di vista di un suo elettore dichiarato. Macron viene descritto come uno che non suda – «The man does not perspire», è l’incipit del pezzo – che persuade con le sue lunghissime strette di mano e che ammicca alle telecamere come Jude Law in The Young Pope. Si colgono, fuori e dentro le righe, la sua spietata determinazione, ma anche le ragioni per cui è arrivato a scalare l’Eliseo a meno di 40 anni. Si parla di poesia francese, di filosofia, di banche d’affari. Se dovessi spiegare perché è uno dei migliori pezzi di giornalismo narrativo che ho letto nel 2017, direi semplicemente che è un pezzo che sfonda la costruzione giornalistica che trasforma i politici in statue; cose inanimate che possiamo ammirare o disprezzare, ma che di fatto restano sagome senza profondità. È un pezzo, soprattutto, in cui le opinioni politiche dell’autore sono totalmente irrilevanti: se uno scrittore viene chiamato a ritrarre un personaggio politico, che sia di destra o di sinistra e abbia la sua idea su come salvare il mondo, dovrebbe contare meno di zero.

Mi sono chiesto, mentre lo leggevo, se un pezzo del genere sarebbe potuto uscire su un giornale italiano, scritto da un italiano su un politico italiano. E mi sono risposto di no. Abbiamo una tradizione molto consolidata in questo senso. Non è nel nostro Dna ritenere che lo scrittore debba farsi attraversare dalle storie che raccoglie o addirittura cambiare idea. Chiediamo allo scrittore, e all’intellettuale in genere, di avere un’idea molto precisa di cosa non vada nella realtà e di cosa debba cambiare. Ci piace l’idea di pendere dalle labbra di qualcuno che ci dica in che direzione andare. Un ritratto anche ambiguamente favorevole come quello di Carrère verrebbe visto con un gesto di servilismo.

Anni fa, proposi a Internazionale l’idea di pubblicare sul settimanale quattro ritratti di strani candidati alle politiche del 2008. Tra gli altri proposi di raccontare Gianluca Iannone, capo di CasaPound, oggetto all’epoca ancora relativamente misterioso. Ne venne fuori un ritratto abbastanza scevro di pregiudizi ideologici perché basato interamente sulla mia curiosità di approfondire la personalità di Iannone. Ebbene, il direttore De Mauro, che aveva pubblicato il pezzo senza trovare nulla da ridire, mi chiamò la settimana dell’uscita per dirmi che al giornale erano arrivate parecchie lettere di protesta. Qualcuno aveva anche disdetto l’abbonamento per un articolo che a giudizio di chi protestava era troppo morbido con un fascista. Contemporaneamente il mio nome finì su alcuni forum di estrema destra, identificato come una specie di giornalista amico. Ovviamente il mio obiettivo non era né accontentare gli uni né scontentare gli altri. Mi ero semplicemente appassionato a una storia.

French Presidente Emmanuel Macron Visits Saint Martin After Hurrican Irma

Dopo aver letto il pezzo di Carrère, ho riaperto Considera l’aragosta e sono andato a rivedermi qualche pagina di “Forza Simba”, il reportage che David Foster Wallace scrisse per le primarie repubblicane del 2000 sulla campagna di John McCain. Al contrario di altre cose scritte dall’autore di Infinite Jest, che hanno resistito meno bene al tempo, ho avuto di nuovo la sensazione di essere davanti a un caposaldo del giornalismo narrativo. In questo caso con l’ulteriore grado di difficoltà che Wallace non era un elettore repubblicano e si dichiara sin dalle prime pagine sostanzialmente estraneo al fascino di McCain, riuscendo però a far venire alla luce un gigante della politica, davanti a cui non si può restare indifferenti, qualcuno che avremmo voglia di conoscere al di là delle sue opinioni.

Ci sono molti altri esempi stranieri possibili (Reza su Sarkozy, Hunter Thompson su McGovern), ma faccio fatica a trovarne uno italiano. Possibile che non esistano ritratti letterari di Craxi o Andreotti, D’Alema o Fini? Possibile che a nessun giornale, settimanale, mensile, sia venuto in mente di commissionarne uno? Abbiamo abbondanza di materiale d’inchiesta (persino un pittore di quadri come Sorrentino ha finito nel Divo per seguire la traccia di un’ipotesi giudiziaria), così come di opinioni e sentenze elargite dal guru di turno sul disastro di questo o quel politico, a fronte di una scarsezza assoluta di primi piani giornalistico-letterari.

Abbiamo provato a immaginare in redazione come reagirebbero i lettori se decidessimo di seguire per qualche giorno Renzi nel corso della sua campagna. Quali sarebbero le reazioni? Sicuramente qualcuno ci accuserebbe di essere dei fiancheggiatori, dei servi del potere. Abbiamo immaginato, magari sbagliando, che pochissimi sarebbero interessati a conoscere come si svolge una campagna, gli aspetti umani e psicologici meno visibili, per esempio. Abbiamo in grandissima parte in Italia un rapporto con i politici che è quello dei servi con i loro padroni. Usurpatori a cui va riservata una forma di disprezzo più o meno velato, o un’ammirazione senza condizioni che possa farci da tornaconto. Questo forse è il motivo per cui il genere giornalistico-letterario – ma di giornalismo che sconfina nella letteratura e non di letteratura al servizio del giornalismo – di cui possiamo dirci i massimi esponenti non è il ritratto e nemmeno il reportage, ma il retroscena.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.