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22:30 lunedì 2 febbraio 2026
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.

Le gif compiono trent’anni

29 Maggio 2017

Le gif compiono trent’anni: infatti sono state inventate nel 1987, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, da Steve Wilhite, un programmatore della società Compuserve. Cosa che, tra l’altro, rende le gif più vecchie di qualche anno rispetto allo stesso world wide web. Klint Finley ha ricordato su Wired la sua storia: «Oggi le gif sono sinonimo di brevi animazioni in loop, però hanno avuto il loro inizio come immagini fisse», scrive il giornalista. «Compuserve aveva bisogno di un formato grafico che funzionasse su tutti i computer. A quei tempi, il mercato dei PC era diviso tra molte società, incluse Apple, Atari, Commodore, IBM e Tandy, ognuna con standard differenti di visualizzazione grafica», così la compagnia incaricò Wilhite di «trovare un formato semplice che funzionasse su ogni macchina». Inoltre serviva che il formato permettesse di «visualizzare velocemente immagini nitide con connessioni lente».

fdc

Non è un caso, nota il giornalista, che anche «l’altro principale formato d’immagini del web, il jpeg» sia stato sviluppato nello stesso periodo. Wilhite completò il suo progetto nel maggio del 1987 e Compuserve iniziò a utilizzarlo il mese successivo. Nel giro di qualche anno, all’inizio degli anni Novanta, arrivò il world wide web, inventato dal britannico Tim Berners-Lee. E fu proprio il web, scrive Finley «a fare delle gif quello che sono oggi». Come qualcuno ricorderà, infatti, i siti della prima ora erano pieni di semplicissime (e kitschissime) immagini animate che utilizzavano il formato gif, come per esempio il simbolo onnipresente di “under construction”.

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Uno dei primi meme in senso lato, insomma uno dei primi contenuti a diventare virale sul web, è stato proprio una gif: il dancing baby, seguito da Hampster Dance, una sequenza di gif caricata su una pagina di Geocities. Come ricorda Finley, nei primi anni della diffusione di massa del web, si verificò una vera e propria «epidemia delle gif» che però «finì di colpo, rapidamente così com’era iniziata» e per un po’ le gif scomparvero dai siti. Poi, con la diffusione su vasta scala dei social media e degli smartphone, all’inizio degli anni Dieci, le gif sono tornate, vivendo un momento di seconda giovinezza, non più come elementi di siti, ma come parte di conversazioni: «Le gif divennero una nuova forma di espressione. Brevi clip di persone che applaudono, sbattono la testa sul tavolo, o ballano hanno sostituito il testo, mentre gif più nuove ed artistiche sono emerse come una forma di micro-intrattenimento».

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