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20:00 martedì 4 agosto 2026
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.

Gialli da spiaggia: Corpi al sole

02 Giugno 2011

Delle volte si ha paura di  fumare vicino a gambe che profumano di benzene, poi ci sono baci lasciati su braccia che sanno di liquirizia e strane fini di giornata che si sciolgono sul fondo bianco della doccia lasciando un alone arancione. La stagione dell’auto abbronzante, quella strana miscela di colore, odore e consistenza che non riesce a spacciarsi per crema solare, è un rituale che persiste. Segnale di weekend non andati a buon fine, smania e desiderio di un colore che per troppi mesi è mancato nelle alte sfere dell’umore, lo strano colorito che si acquisisce con una spalmata di crema autoabbronzante vede nei capricci del mese di giugno i giorni di massima esposizione.

Spalmare responsabilmente. Spalmarsi con rigore una lozione per il corpo che odora di sostanze miscelate continua a renderci più tranquilli di un’ingestibile seduta di lampade che, oltre a smuovere orizzonti anni Novanta, implicano uno shock cutaneo non indifferente. Invece. La sublimazione con cui le creme autoabbronzanti sono proposte dai brand di maquillage è da Alta Scuola: illuminanti compresi di polvere di diamanti (vero, non un modo di dire,) fondotinta solo “leggermente” più speziati, terre argillose che ripescano le tradizioni berbere per rinnegare le rughe, e poi loro, le creme idratanti per quella pelle che vi sta tradendo colpita a sangue dall’aria condizionata. Ecco optare in quel momento per una crema che oltre ad ammorbidire la pelle la tinteggia con nonchalance è una delle più abbordabili estorsioni della cosmesi in tempi pre-mare.

La caduta degli dei. Escludiamo un segmento in declino: l’autoabbronzante aggressivo, quello che lascia striature odorose  e colorate rischio tie&dye. Una parte di pubblico da spiaggia lo trova necessario per affrontare il primo mare con orgoglio. Il rischio che l’avvicinarsi all’acqua salina rovini tutta una tinteggiatura da set cinematografico è il motivo per cui spesso questi solari “invasivi” sono utilizzati da quei tipi che per primi siglano il mensile alla palestra open air del lido.  Nomi esotici per solari che permettono un’abbronzatura da birra da maggio a settembre(poco leggenda e molto testata quella per cui il sole aggredirebbe meglio la pelle spruzzata di malto). Una volta dimenticato di cospargersi i sogni sono infranti e il colore ritorna soggetto ai vezzi del sole. L’autoabbronzante di questo tipo rimane patrimonio di una generazione più verosimile al litorale raccontato da Tondelli, mentre, ancora più spudorate (e spudorati chi le compra troppo presto) sono le creme solari che anticipano già a febbraio abbronzature da culturisti losangelini, ma queste sono lozioni per il corpo che già dal packaging effetto Hawaii rivelano la missione non troppo nascosta: creare dipendenze di estati eterne salvo massacrare la pelle e farla invecchiare di anni.

Siero di eterna giovinezza. Torniamo alle “simulazioni di abbronzatura” difficilmente riconoscibili. Mentre le prime avventuriere salite in barca iniziano a omaggiare il 40esimo di Lancaster, brand fiero di essere il leader nel beauty soleil che ha introdotto il salvifico betacarotene mixato a ricerche anti invecchiamento cutaneo sviluppando (con qualche aiutino colore anche qui) il concetto di “prolungamento dell’abbronzatura”, la cosmesi di settore solari ha spinto di più sull’omologazione: quella che, quando sono messi tutti in fila indiana, non fa capire all’ospite entrato in bagno che crema serve a cosa. Tanti tubetti opacizzati che svettano ordinati creando uno skyline idratante perfetto. Per scovare la crema di auto aiuto solare bisogna, di nuovo, tornare segugi. E annusare.

Cosmesi da mare. Ma occhio a non cadere in fallo: tra le tante creme colorate annusabili molte sono tutto fuorché folli autoabbronzanti in grado di minare la tenerezza della pelle non più elastica. Le creme che donano un’abbronzatura istantanea non calmano uno spettro ereditato (e imparato) dalle zie con i lettini in prima fila: l’invecchiamento della pelle causata dai raggi ultravioletti. Autoabbronzanti dal nauseabondo aroma di liquirizia e pelle scottata omettono che la pelle viene mordicchiata dal sole anche se coperta da una mistura cremosa “pro” sole. E allora ecco il ritorno di stagione. Per chi è ancora in tempo e vuole evitare la pelle sempre più dura al tocco causa sole eccessivo l’unica tinteggiatura concessa prima di settimane sole&sale rimane la terracotta, quella tinta naturalissima da applicare con estrema moderazione. Solo per lasciare intendere che c’è una versione pulita dei fatti (cioè che la vostra pelle non è verdognola ma gode di ottima salute) e che la volete svelare solo ad Agosto inoltrato. E magari finché c’è tempo e il sole non vi coglie per davvero marcandovi, il viso riprendete a osare anche sul maquillage: non c’è tela migliore di una pelle ancora bianca per alzare il tiro (e gli zigomi) e scegliere un blush rosso fuoco (come quello limited di Chanel). Tocco di colore artificiale e sopra le righe.  Ma per nulla incendiabile.

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