L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
George Clooney ha scritto un op-ed sul New York Times in cui dice a Biden di ritirarsi
Giovedì 4 luglio scrivevamo del Ceo di Netflix Reed Hastings e del suo appello a Joe Biden: ritirati per il bene tuo, del Partito democratico e del Paese, diceva Hastings. Sapevamo che il suo sarebbe stato solo il primo appello di questo tipo che l’industria culturale americana avrebbe rivolto a Biden. Nei giorni successivi a quell’ormai famigerato dibattito televisivo, Vulture ha pubblicato un pezzo in costante aggiornamento in cui si raccolgono i nomi di tutte le celebrity che fin qui hanno chiesto a Biden di ritirarsi: sono ancora poche, ma tra queste ci sono personaggi di notevole rilevanza come Stephen King e Rob Reiner. A questa lista si è appena aggiunto George Clooney: “I Love Joe Biden. But We Need a New Nominee”, così si intitola l’op-ed che l’attore ha scritto per il New York Times.
Il contenuto del pezzo lo si deduce facilmente dal titolo. Clooney racconta di aver incontrato Biden tre settimane fa a un fund-raiser e di non aver riconosciuto in quell’uomo il politico di lunghissimo corso né il vice Presidente dell’amministrazione Obama e nemmeno il candidato che ha stravinto le elezioni del 2020. In uno dei passaggi più duri dell’articolo, Clooney dice quello che in molti, nell’opinione pubblica e nel Partito democratico, sostengono: «Forse era stanco? Sì. Aveva il raffreddore? Forse. Ma i leader del nostro partito la devono smettere di dirci che 51 milioni di persone non hanno visto quello che hanno visto». Il riferimento è sempre al dibattito televisivo, e ai tentativi di una parte dei Democratici di ridurre il problema a una serata storta (tentativo portato avanti anche e soprattutto da Jill Biden) e di ribadire che non c’è alternativa alla candidatura Biden.
Ovviamente, l’articolo di Clooney non è allarmante in sé (anche se è chiarissimo segnale di una situazione già grave che non fa che aggravarsi, per Biden) ma per ciò che lascia dedurre. E, trattandosi di politica e nello specifico di politica americana, finiamo ovviamente a parlare di soldi: perdere l’appoggio di uno come Clooney significa perdere l’appoggio di un uomo capace di donare e raccogliere una considerevole parte dei milioni e milioni di dollari che al Partito democratico, e a Joe Biden, servono per vincere le elezioni. Quando Clooney scrive che «a novembre, con questo Presidente, non vinceremo», non fa soltanto una previsione, insomma.
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