Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
Il Ceo di Netflix Reed Hastings ha detto a Biden di ritirarsi
È da venerdì mattina che negli Stati Uniti si discute soltanto di una cosa: Joe Biden deve continuare la campagna elettorale o sarebbe meglio per lui, per il Partito democratico, per il Paese se si ritirasse e lasciasse il posto a qualcun altro (ma chi, nel caso)? L’opinione pubblica è divisa più o meno a metà, il partito – almeno a giudicare dai retroscena raccontati dai giornali – anche, Jill Biden e Anna Wintour sembrano le uniche persone assolutamente certe che Joe sia l’unica persona al mondo che può battere Trump a novembre. Hollywood ancora deve esprimersi sulla questione e, per quando possa sembrare una frivolezza, si sa che le campagne elettorali negli Stati Uniti si fanno anche con gli endorsement delle celebrity: c’è una ragione se Biden spera con tutte le sue forze che Taylor Swift si decida prima o poi a dire che voterà democratico.
In attesa che attori e attrici di Hollywood dicano la loro, è arrivata la pubblica presa di posizione di Reed Hastings, co-fondatore, presidente del consiglio di amministrazione e Ceo di Netflix, cioè uno degli uomini più ricchi e influenti nell’industria dell’intrattenimento americana. In una mail inviata al New York Times (giornale tra i più convinti sostenitori della mozione “Biden ritirati”) Hastings ha scritto che «Biden deve farsi da parte e permettere a un leader democratico nel pieno delle forze di battere Trump e garantire la nostra sicurezza e il nostro benessere». La dichiarazione di Hastings ha fatto scalpore negli Stati Uniti perché in passato è stato uno dei principali finanziatori del Partito democratico e della campagna elettorale di Biden: assieme alla moglie, negli scorsi anni Hastings ha donato al partito 20 milioni di dollari, e nel 2020 contribuì con un milione e mezzo di dollari alla campagna Biden-Harris.
Nonostante i segnali tutt’altro che positivi, Biden ha ribadito – anche per mezzo della sua addetta stampa Karine Jean-Pierre – che non ha nessuna intenzione di ritirarsi. A questo punto, però, viene da chiedersi se il partito e l’opinione pubblica gli lasceranno scelta.
Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale: Alexander Kluge, Brian Eno,, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Kali Malone, Patti Smith (tra gli altri) espongono tutti qui.
In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.