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Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

Lo scienziato che vuole combattere il global warming con più emissioni

30 Novembre 2015

Mentre i rappresentanti di circa duecento nazioni si riuniscono a Parigi per raggiungere un accordo per contrastare i cambiamenti climatici riducendo l’emissione dei gas serra, un fisico di Harvard propone di fermare i riscaldamento globale in tutt’altra maniera.

david-keithDavid Keith, docente di fisica applicata, è un sostenitore della cosiddetta geo-ingegneria, ossia dell’idea di modificare attivamente il clima con l’intervento umano. Nello specifico, il suo piano consiste nell’abbassare la temperatura globale irrorando grandi quantità di anidride solforosa nell’atmosfera, replicando l’effetto che si ottiene quando avviene una grande eruzione vulcanica.

La presenza di anidride solforosa — sostanza emessa, tra le altre cose, durante le eruzioni vulcaniche — permette di bloccare parte dei raggi solari, con un effetto inverso al cosiddetto “effetto serra”. Lo si è visto per esempio quando nel 1991 è eruttato il vulcano Pinatubo, nelle Filippine: le emissioni di anidride solforosa invertirono, per un breve periodo, il riscaldamento climatico.

Keith propone dunque di replicare ciclicamente questo effetto, non con eruzioni vulcaniche ma con aerei che irradino anidride solforosa nell’atmosfera. Il professore aveva avanzato la tesi nel suo libro A Case for Climate Engineering (MIT Press, 2013). Ma l’idea è stata rilanciata da Bloomberg BusinessWeek in occasione del vertice di Parigi. «L’idea è replicare l’effetto-Pinatubo con una flotta di aerei modificati che irrorino minuscole gocce di acido solforico nella stratosfera, dove combinandosi con il vapore acqueo formeranno particelle di solfato capaci di deflettere la luce del sole dalla Terra», si legge. «Gli scienziati stimano che pochi grammi di solfato sarebbero in grado di contrastare il riscaldamento causato da tonnellate di anidride carbonica»

L’obiettivo è immettere nell’atmosfera un milione di tonnellate di anidride solforosa ogni anno. Non sarebbe un piano molto costoso, prosegue Bloomberg BusinessWeek. «Il costo ammonterebbe a forse lo 0,01 per cento 41ffjpopgWL._SX320_BO1,204,203,200_del prodotto interno lordo globale ogni anno. In altre parole, nulla. Il costo per salvare un intero pianeta sarebbe di poco superiore a quello speso dal governo Italiano per salvare la sola città di Venezia (6 miliardi di dollari all’anno)».

Sappiamo infatti che la temperatura del pianeta Terra è in costante aumento (come si può vedere dalla tabella dello Intergovernmental Panel on Climate Change pubblicata qui sotto). Sebbene i cambiamenti climatici possano accadere anche per cause naturali, la maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che questo riscaldamento globale sia da attribuirsi all’uomo, e in particolare alle emissioni dei gas che provocano l’effetto serra.

I governi puntano a fermare il riscaldamento climatico riducendo le emissioni di gas serra… e più precisamente impegnandosi a rispettare degli obiettivi di riduzione. Per esempio gli Stati Uniti si sono impegnati a ridurre le emissioni dei gas serra del 26 per cento tra il  2005 e il 2025.

temperature-medie

La soluzione alternativa proposta da David Keith è diametralmente opposta: arrestare l’effetto serra non riducendo i gas che lo producono, bensì contrastandoli con altri gas che sortiscono l’effetto opposto.

Il suo piano ha però ha molti critici. «La domanda non è tanto se sia fattibile, quanto se sia desiderabile», scriveva qualche mese fa il magazine dello Smithsonian. Uno dei problemi associati con la geo-ingegneria sta nel fatto che «potrebbero esserci dei rischi per il momento non ancora noti, dal momento che il processo non è mai stato testato, fatta eccezione per delle simulazioni a computer».

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