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22:56 martedì 17 febbraio 2026
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Una ricerca ha scoperto che negli uffici in cui i dipendenti usano parecchio l’AI non si lavora di meno ma molto di più E la colpa è dei dipendenti, che usano il tempo risparmiato usando l'AI per lavorare a più cose, più di prima.
Su Ebay sono state messe in vendita le foto di 200 comunisti greci uccisi dai nazisti nel ’44 e adesso il governo greco sta facendo di tutto per recuperarle La scoperta ha sorpreso lo stesso governo, perché finora si pensava che della strage di Kaisariani non fossero rimaste testimonianze fotografiche.
C’è un video girato sul set di Cime tempestose in cui Margot Robbie balla e canta come Kate Bush nel video di Wuthering Heights L'ha condiviso su Instagram il "dialect coach" del film, William Conacher, per festeggiare il successo al box office.
Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».
È morto Frederick Wiseman, uno degli inventori del documentario moderno Premio Oscar alla carriera nel 2016, tra i suoi film più recenti e famosi c'era Ex Libris del 2017, dedicato alla New York Public Library.
L’attore che faceva Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti ha chiesto scusa alle persone trans per la pessima rappresentazione che il film faceva di loro «Ora ne sappiamo tutti di più, e capisco che ci sono battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici», ha detto.

Prendere sul serio la Generazione Z

Uno studio pubblicato da Irregular Labs e Chime for change, la campagna globale di Gucci per la parità di genere, racconta i giovani di oggi.

di Studio
14 Dicembre 2018

Spesso hanno più di un account Instagram – il Rinsta, che sta per “real Instagram”, e almeno un Finsta, “fake Instagram” – dove raccontano parti diverse della loro vita a platee differenti, sempre più ristrette, sono naturalmente indifferenti alle gerarchie e alla santificazione dell’attivismo perpetuata dalle generazioni precedenti, si sentono cioè cittadini attivi senza considerarsi supereroi, credono che il femminismo, per essere tale, debba essere necessariamente intersezionale, e sono consapevoli di come le molteplici identità digitali che si sono creati stiano modificando la loro percezione del sé. Sono i nati dal 1995 al 2012, quella Generazione Z che anche i più prossimi nella linea di discendenza, i Millennials schiacciati dalle congiunture economiche e dal cambio di passo antropologico in atto, faticano a comprendere del tutto. “All female is so 1994” si legge nell’Irregular Report recentemente pubblicato da Gucci nell’ambito della campagna Chime for Change, partita nel 2013 per promuovere e amplificare le voci di chi combatte per la parità di genere, e realizzato in collaborazione con Irregular Labs, piattaforma che si occupa di mappare abitudini e tendenze della Gen Z. Ha co-curato lo studio Nicolaia Rips, autrice-prodigio che a 17 anni ha pubblicato il suo primo romanzo, Trying to Float, in cui racconta la sua infanzia nel celebre Chelsea Hotel di New York, che ha ospitato moltissimi artisti e scrittori.

La relazione analizza il concetto di fluidità e, conseguentemente, il rapporto dei giovani adulti con i confini, le identità plurime e i sistemi che le accompagnano. Comprende statistiche, articoli di approfondimento, interviste e contributi provenienti da oltre trenta Paesi diversi. C’è una storia illustrata di com’è cambiato l’approccio al ballo scolastico dal 1800 a oggi realizzato da Pia Mileaf-Patel, giovane artista che già collabora con il New Yorker, un’indagine corale che esplora la condizione queer dal Brasile all’India, interviste con personalità quali l’attivista Sonita Alizadeh e l’astrofisica Priya Natarajan. C’è anche una bella conversazione con Sarah Chadwick, una delle ragazze sopravvissute alla strage di Parkland che ha contribuito a fondare “March For Our Lives”, il movimento di protesta che si batte per aumentare le restrizioni sull’acquisto delle armi negli Stati Uniti. A proposito dell’inaspettata celebrità raggiunta da Emma Gonzalez, il volto più conosciuto del movimento, Chadwick ha commentato: «la trattano come se fosse una celebrity, ma ha solo fatto un discorso». Della serie, siamo sicuri che quelli cresciuti con Instagram siano più egocentrici di chi li ha preceduti? C’è anche un’infografica che misura com’è cambiato il livello della mascolinità dei rapper, dai più giovani e apertamente queer, come Frank Ocean e Tyler, the Creator, a quelli ancora legati all’immagine dell’uomo duro, come Jay Z e Pusha T, fino ai più violenti, come Eminem e XXXTentacion.

La cosa più interessante che emerge dallo studio è dunque come per la Generazione Z la fluidità sia qualcosa di intrinseco a tutte le esperienze umane, e come essa riguardi, senza lo scalpore che le generazioni precedenti sono abituati a dare a queste etichette, tanto la sessualità quanto i rapporti lavorativi. La loro molteplicità, infatti, si manifesta dal modo in cui studiano, appassionandosi a più argomenti spesso da autodidatti, a quello in cui costruiscono le strutture professionali alle quali partecipano e/o dirigono. Per via di questa loro natura, perciò, saranno più preparati ad affrontare la destrutturazione, già in corso, del lavoro futuro. E probabilmente, per tutti questi motivi, sarà una delle tante cose che saranno in grado di aggiustare.

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