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07:14 domenica 23 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Prendere sul serio la Generazione Z

Uno studio pubblicato da Irregular Labs e Chime for change, la campagna globale di Gucci per la parità di genere, racconta i giovani di oggi.

di Studio
14 Dicembre 2018

Spesso hanno più di un account Instagram – il Rinsta, che sta per “real Instagram”, e almeno un Finsta, “fake Instagram” – dove raccontano parti diverse della loro vita a platee differenti, sempre più ristrette, sono naturalmente indifferenti alle gerarchie e alla santificazione dell’attivismo perpetuata dalle generazioni precedenti, si sentono cioè cittadini attivi senza considerarsi supereroi, credono che il femminismo, per essere tale, debba essere necessariamente intersezionale, e sono consapevoli di come le molteplici identità digitali che si sono creati stiano modificando la loro percezione del sé. Sono i nati dal 1995 al 2012, quella Generazione Z che anche i più prossimi nella linea di discendenza, i Millennials schiacciati dalle congiunture economiche e dal cambio di passo antropologico in atto, faticano a comprendere del tutto. “All female is so 1994” si legge nell’Irregular Report recentemente pubblicato da Gucci nell’ambito della campagna Chime for Change, partita nel 2013 per promuovere e amplificare le voci di chi combatte per la parità di genere, e realizzato in collaborazione con Irregular Labs, piattaforma che si occupa di mappare abitudini e tendenze della Gen Z. Ha co-curato lo studio Nicolaia Rips, autrice-prodigio che a 17 anni ha pubblicato il suo primo romanzo, Trying to Float, in cui racconta la sua infanzia nel celebre Chelsea Hotel di New York, che ha ospitato moltissimi artisti e scrittori.

La relazione analizza il concetto di fluidità e, conseguentemente, il rapporto dei giovani adulti con i confini, le identità plurime e i sistemi che le accompagnano. Comprende statistiche, articoli di approfondimento, interviste e contributi provenienti da oltre trenta Paesi diversi. C’è una storia illustrata di com’è cambiato l’approccio al ballo scolastico dal 1800 a oggi realizzato da Pia Mileaf-Patel, giovane artista che già collabora con il New Yorker, un’indagine corale che esplora la condizione queer dal Brasile all’India, interviste con personalità quali l’attivista Sonita Alizadeh e l’astrofisica Priya Natarajan. C’è anche una bella conversazione con Sarah Chadwick, una delle ragazze sopravvissute alla strage di Parkland che ha contribuito a fondare “March For Our Lives”, il movimento di protesta che si batte per aumentare le restrizioni sull’acquisto delle armi negli Stati Uniti. A proposito dell’inaspettata celebrità raggiunta da Emma Gonzalez, il volto più conosciuto del movimento, Chadwick ha commentato: «la trattano come se fosse una celebrity, ma ha solo fatto un discorso». Della serie, siamo sicuri che quelli cresciuti con Instagram siano più egocentrici di chi li ha preceduti? C’è anche un’infografica che misura com’è cambiato il livello della mascolinità dei rapper, dai più giovani e apertamente queer, come Frank Ocean e Tyler, the Creator, a quelli ancora legati all’immagine dell’uomo duro, come Jay Z e Pusha T, fino ai più violenti, come Eminem e XXXTentacion.

La cosa più interessante che emerge dallo studio è dunque come per la Generazione Z la fluidità sia qualcosa di intrinseco a tutte le esperienze umane, e come essa riguardi, senza lo scalpore che le generazioni precedenti sono abituati a dare a queste etichette, tanto la sessualità quanto i rapporti lavorativi. La loro molteplicità, infatti, si manifesta dal modo in cui studiano, appassionandosi a più argomenti spesso da autodidatti, a quello in cui costruiscono le strutture professionali alle quali partecipano e/o dirigono. Per via di questa loro natura, perciò, saranno più preparati ad affrontare la destrutturazione, già in corso, del lavoro futuro. E probabilmente, per tutti questi motivi, sarà una delle tante cose che saranno in grado di aggiustare.

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