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18:53 martedì 9 giugno 2026
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.

Generazione leak

Da dove viene Snowden e perché le istituzioni cercano persone come lui, per poi pentirsene quando si ribellano ai segreti di Stato. Come sono cambiate le spie?

14 Giugno 2013

Nemmeno le fughe di notizie sono più quelle di una volta. Un tempo iniziavano con un funzionario governativo integerrimo in preda a dubbi etici o rimorsi, o semplicemente con un fortunato signor Nessuno in cerca di notorietà. Oggi il mondo è cambiato, e il paradosso morale ha varcato le soglie delle grigie sedi istituzionali per riapparire in contesti nuovi. Per spiegare come non solo l’estetica, ma anche l’etica della “talpa” sia mutata nel tempo, basta guardare a uno dei più grandi leaker della storia recente: Edward Snowden.

«Sono solo un altro tizio che passa i giorni seduto in ufficio», ha detto al Guardian. Ma in lui c’è qualcosa di nuovo.

Il ventinovenne americano che ha tolto il coperchio al vaso di Pandora del caso PRISM è un dipendente del settore IT della Booz Allen, una società di consulting sotto contratto con la National Security Agency. Non si considera una persona fuori dal comune: «Sono solo un altro tizio che passa i giorni seduto in ufficio», ha detto nella già celebre intervista rilasciata al Guardian, dimenticandosi di precisare che lavora ai sistemi informatici della Cia da quando aveva 23 anni.

In lui c’è qualcosa di nuovo e di sintomatico: Snowden spiega perché ha rivelato il programma segreto della National Security Agency dichiarando: «non voglio vivere in un mondo dove non esiste privacy e perciò non c’è spazio per l’esplorazione intellettuale e la creatività». Come sostiene Sam Biddle su Gawker, il protagonista fa parte di una generazione di hacker e nerd che ha fatto dell’ideologia dell’”Internet libero” la sua bandiera. Se fino a un decennio fa le talpe erano militari austeri in giacca e cravatta come il Daniel Ellsberg del 1971, oggi sono gli ex-ragazzini che negli anni ’90 popolavano i log dei download di Napster a divulgare segreti impossibili da custodire.

Parallelamente, se una volta le loro azioni venivano giustificate da richiami accorati allo Stato, alla Patria e all’interessa nazionale, nel 2013 i leak vengono rivendicati in nome della “internet culture” che rende non solo Snowden, ma anche Bradley Manning e Aaron Swartz i volti della stessa corrente di difensori dei valori di una generazione svezzata da Reddit o 4chan: la privacy in Rete, i diritti dell’utenza digitale, l’apertura dei sistemi.

Come nota David Brooks sul New York Times, sotto questa lente il mondo viene distorto da un sospetto fisiologico nei confronti di qualsiasi autorità o sistema gerarchizzato: tutto dev’essere trasparente e la dimensione della libertà individuale deve prevalere sull’interesse collettivo – cosa che spiega perché Snowden ha supportato il candidato libertario (di destra) Ron Paul nella corsa per le ultime presidenziali americane, tra le altre cose.

Abituato ai processi condivisi e alle comunità aperte, Snowden non poteva che trovarsi a disagio con le cartelle top secret dell’intelligence.

Abituato ai processi condivisi, alle comunità aperte, alla comunicazione social e alla condivisione di know-how dei ritrovi hacker (dove la Nsa pesca i suoi nuovi analisti, peraltro), Snowden non poteva che trovarsi a disagio con la confidenzialità delle cartelle top secret dell’intelligence americana.

In un post del febbraio 2010 sul sito tecnologico Ars Technica scovato da Reuters, Snowden interviene sul tema della sorveglianza digitale: «Mi preoccupa come questo comportamento non influenzi le persone al di fuori dell’ambito tecnologico. La società sembra davvero aver sviluppato una cieca obbedienza verso tipi inquietanti». Poi condanna la «pervasiva segretezza del governo». In un altro thread, risalente al luglio 2006, elenca i vantaggi derivanti dal lavorare al Dipartimento di Stato americano e conclude: «Se riesci a vivere in luoghi infernali, il DoS è ciò che fa per te». Due mesi prima aveva risposto ad un utente preoccupato per il malfunzionamento della sua Xbox: «Si tratta del nuovo programma di sorveglianza della NSA. È il suono della libertà, cittadino!». Nello stesso anno firma una petizione contro la Riaa, la lobby americana delle case discografiche.

Dal punto di vista di questa sottocultura, le vere minacce alla democrazia non sono quelle delle bombe dei fratelli Tsarnaev o dei fanatici armati di machete di Londra – che la Nsa è stata istituita per vanificare – quanto piuttosto la connivenza di Google e Facebook con disegni segreti che sacrificano la privacy degli utenti di Internet.

Edward Snowden lavorava a contatto con la pubblica amministrazione americana, aveva una responsabilità di sicurezza nazionale. Il fatto è che «il nazionalismo è per vecchi» – scrive sempre Biddle – e ai confini tradizionali degli Stati, motivi di orgoglio identitario quasi obsoleto, la “generazione Snowden” ha progressivamente sostituito le linee cangianti ed eteree del World wide web.

Come sostiene il Time nella cover story del numero di questa settimana, è probabile che le nuove leve della sicurezza informatica – cresciute con principi che vedono in un governo ingombrante e distopico il male assoluto e coi miti fondativi di Reddit, Tor.com e Bitcoin – scelgano sempre più spesso di emulare le gesta di Snowden. Sarà sempre più difficile trattenere e nascondere le fughe di notizie, perché i leaker obbediscono a principi diversi da quelli del passato.

Immagini: la sede della National Security Agency a Fort Meade, Maryland (Nsa) / la copertina di Time di questa settimana

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